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Il caso

La Regione Piemonte boccia i progetti dei Distretti astigiani del Commercio

Doccia fredda sul capoluogo, che attendeva poco meno di 400.000 euro – Il Comune ha già chiesto un confronto con gli uffici regionali

Considerati strategici per il rilancio delle attività imprenditoriali e commerciali del territorio, tutti i progetti dei Distretti del Commercio della provincia di Asti, a eccezione di uno (ammesso anche se non finanziato), sono stati bocciati dalla Regione Piemonte in merito al bando che ha finanziato, con quasi 9 milioni di euro, 32 interventi presentati da Comuni capoluogo o associazioni di Comuni. Le risorse della Regione ammontano a circa 9 milioni distribuiti su un triennio, dal 2022 al 2024, per circa 3 milioni di euro da dividere tra i vari Distretti.

«Si tratta del più grande investimento degli ultimi anni sul commercio di prossimità, un segmento produttivo che costituisce buona parte dell’ossatura economica del Piemonte – hanno commentato il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Turismo e Commercio Vittoria Poggio – Abbiamo incrementato da 5 a quasi 9 milioni i sostegni economici e lavoriamo con sindaci e amministratori per rafforzare i sistemi locali che servono anche a riqualificare intere porzioni di territorio».

Il più grande investimento che premia ogni provincia del Piemonte e diversi territori aggregati, tranne la provincia di Asti che resta a bocca asciutta, almeno per ora, sia nel Comune capoluogo, dov’è stato istituto il Distretto Urbano “Contrade dei Mercanti”, sia negli altri Comuni dove esistono il Distretto di Nizza e Canelli, San Damiano, Villafranca e Moncalvo. Solo il Distretto Diffuso del Commercio della Valtriversa – La Valle del Mastodonte (capofila Villafranca d’Asti) ha raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando per ottenere il finanziamento, ma è rimasto a bocca asciutta per mancanza di disponibilità dei fondi.

In ogni caso, per ovvie ragioni, è l’esclusione dai finanziamenti del progetto presentato dal Comune di Asti, appoggiandosi alla consulenza dell’Ascom, che ha già iniziato a far discutere dal momento che Asti è giunta 13esima in graduatoria tra i progetti “non ammessi per non raggiungimento del punteggio minimo”. Asti aveva chiesto poco meno di 400.000 euro, 319.072 di investimento e 53.132 ero di spesa corrente. Di questi soldi, circa 100.000 euro erano destinati alle imprese.

Come si spiega che in tutto il Piemonte solo la provincia di Asti è stata “bocciata” dalla Regione tenuto conto che tra riqualificazioni mercatali, installazioni di cartellonistica, abbellimento urbano, posa di arredi più o meno strategici, la stessa ha invece promosso decine di piccoli centri urbani anche con importanti stanziamenti di denaro?

«Stiamo cercando di capire quale tipo di valutazioni abbiano fatto in Regione e già abbiamo chiesto un confronto per approfondire l’esito del bando» è il commento del direttore dell’Ascom di Asti Claudio Bruno, in questo caso anche manager del Distretto. Bruno, prima di entrare nel merito, vuole quindi capire cosa non abbia funzionato sebbene ricorda che il Distretto sia nato seguendo le linee guida della Regione Piemonte. Insomma, una seria analisi dell’accaduto per poi decidere come procedere per il futuro.

Anche l’assessore al Commercio di Asti Mario Bovino attende un confronto con gli uffici regionali per approfondire la questione, ma si dice ottimista per il prossimo anno. «A marzo uscirà un altro bando e quelli che sono stati finanziati oggi non potranno prendere altri soldi, di conseguenza per noi è solo un posticipare i finanziamenti».

Molto più sferzante è il pensiero di Andrea Visconti, presidente provinciale di Confesercenti. «Suggerisco di cancellare tutto ripartendo da zero con nuovi progetti perché è evidente che non è un problema di volare bassi: Asti ha smesso proprio di volare. Occorre una rivoluzione reale perché, un pezzo alla volta, questa città sta morendo. C’è chi mette delle locandine nelle vetrine, vuote, durante la campagna elettorale, ma alla fine ci si ferma solo alle buone intenzioni. Non oltre. Poi – conclude Visconti – appena smettiamo di raccontarci quanto siamo bravi, usciamo da Asti e prendiamo delle tranvate in faccia».

Un anno fa, quando Asti incassò una prima tranche di finanziamenti, pari a circa 50.000 euro, vennero avviati i lavori di riqualificazione dei giardini pubblici, lato ex Gamberini, ma i progetti per rilanciare il commercio urbano, che vanno di pari passo con l’estensione dell’isola pedonale e della ZTL, puntano anche a riportare in centro alcune attività che sono state delocalizzate in periferia, sempre partendo da una visione di quella che sarà la città del futuro.

[Qui i principali progetti finanziati dalla Regione nei Distretti Urbani del Commercio]

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