Rai Storia al Museo Paleontologico di Asti
Attualità

La storia e la cultura di Asti torneranno in tv sulla Rai

Un’intera puntata del programma, che andrà in onda in autunno, racconterà le bellezze di Asti tra storia, cultura, tradizioni e curiosità

Asti: terminate le riprese per una puntata del programma “Storia delle nostre città”

Asti, grazie al suo ricco patrimonio culturale e storico, torna a essere un set televisivo per una trasmissione della Rai. Si sono infatti svolte nei giorni scorsi le riprese astigiane di una puntata del programma “Storia delle nostre città”, prodotto da Rai Storia e Ballandi Arts che ha collaborato con l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero per le esterne cittadine, insieme al Comune e alle strutture, Enti e istituzioni locali coinvolti.

Alcuni giorni di riprese per raccontare non solo la bellezza della città, ma anche i principali avvenimenti storici e i personaggi più famosi che in qualche modo hanno avuto un forte legame con Asti. E ancora: tradizioni, usanze secolari, curiosità in una sorta di cartolina televisiva che, però, vuole narrare la città partendo anche da alcune peculiarità non così note agli stessi astigiani. Non a caso il format televisivo sarà costruito come un viaggio che «racconta i cambiamenti nel corso dei millenni, rivelando l’integrazione progressiva nel tessuto cittadino di idee innovative, di magnifici edifici e grandi opere d’arte. Ogni puntata – si legge in una nota stampa dell’Ente Turismo – mostra da vicino l’infinito piacere di vivere in una città italiana, scelta per la sua storia, il suo fascino e i suoi capolavori. Le città protagoniste con Asti della seconda stagione del format sono Arezzo, Genova, Cosenza, Perugia e Agrigento».

Un momento delle riprese ad Asti

La troupe televisiva ha fatto davvero un viaggio nella storia della città: dalle tracce ancora visibili dell’epoca preistorica del Museo paleontologico, alla Domus romana dei Varroni, alla casa-forte del Podestà, alle dimore delle famiglie nobili che hanno contribuito a scrivere la storia cittadina, lasciando una memoria ancora viva e visibile nelle loro torri (Torre Rossa, Comentina, Troyana, De Regibus, Guttuari). Non è mancata una visita ai palazzi Alfieri e Mazzetti, quest’ultimo con la Fondazione dedicata e l’allestimento museale tra i più visitati in Piemonte, la Cripta e Museo di Sant’Anastasio, la Cattedrale e la Collegiata di San Secondo.

Dal Palio a Vittorio Alfieri

Ovviamente la “città dalle 100 torri” è anche quella con il Palio più antico d’Italia, raccontato durante una parte della trasmissione. E non mancano i grandi personaggi che sono legati ad Asti da un rapporto molto speciale, come il più famoso tra tutti, Vittorio Alfieri.

«Una storia avvincente, – spiegano dall’Ente Turismo – quella ripercorsa da Rai Storia, che parte più di duemila anni fa quando antiche popolazioni di origine ligure fondarono il primo centro abitato, per arrivare ai giorni nostri e alla notorietà di Asti nel mondo per i suoi vini».

Rai Storia ad Asti ha girato le riprese per la seconda stagione di “Storia delle nostre città”

«Asti – afferma il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Luigi Barbero – è uno dei più bei centri abitati del nostro territorio e l’Ente Turismo affianca e promuove iniziative di divulgazione come questa, che permettono di far conoscere al grande pubblico il ricco patrimonio culturale dei nostri luoghi. La collaborazione con la produzione del programma è parte di alcune delle azioni strategiche di comunicazione messe in atto per far ripartire il turismo. Siamo fiduciosi nelle risorse del nostro territorio, nei nostri punti di forza e nei nostri prodotti turistici: paesaggio, enogastronomia, ospitalità, outdoor».

«Preparatevi a fare un tuffo in una città circondata da un mare di colline coltivate a vigneti – aggiunge la produzione della serie tv – che ha trasformato il suo essere fuori dai grandi circuiti del turismo di massa, nel suo maggior pregio. Questa è Asti, un luogo da scoprire con calma, godendosi i suoi incredibili dettagli, come le torri che sorgono vicino ai palazzi medievali, individuabili per il colore rosso del mattone e il giallo del tufo che s’intrecciano in delicate cornici e decori».

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