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La Valle Belbo chiede un ospedale legato a quello di Asti e una nuova ambulanza del 118

Il consiglio comunale di Canelli approva un ordine del giorno già condiviso da Nizza e prossimamente da tutti i Comuni della Valle

Potenziamento della medicina territoriale

Un presidio ospedaliero in Valle Belbo legato al Cardinal Massaia di Asti con risorse, strutture e personale, potenziamento della medicina di base territoriale, ampliamento dei servizi offerti dalle Case della Salute. E, in più, l’adeguamento dell’emergenza 118 a Canelli sulle 24 ore e una nuova ambulanza di pronto intervento nell’astigiano. Sono questi i punti salienti dell’ordine del giorno approvato, giovedì sera, all’unanimità dal consiglio comunale (nella foto) che dovrà fare da strada maestra alla revisione della sanità nel sud astigiano.

Idea che mette tutti d’accordo

Maggioranza e opposizione compatta su un settore che nell’emergenza Covid-19 ha mostrato le sue debolezze. «Lavoro durato settimane, iniziato quando ancora non eravamo usciti dalla fase emergenziale ma che ha subito trovato d’accordo tutti i gruppi consigliari – ha esordito Mauro Stroppiana, leader di Insieme per Canelli, medico che ha sperimentato su se stesso il contagio del virus -. Il coronavirus ha dimostrato che l’assistenza sanitaria funziona se funzionano ospedali e medicina di base. Ora è il momento di mettere al centro la sanità del sud astigiano con il nuovo ospedale di Nizza che deve diventare struttura a se stante o presidio distaccato del Cardinal Massaia».

L’emergenza Covid ha insegnato

Tesi rimbalzata nei giorni del lockdown, con i Pronto Soccorso intasati e un edificio che attende da anni il completamento. Richiesta fatta propria dal sindaco di Nizza, Simone Nosenzo, e appoggiata dal presidente della Provincia Paolo Lanfranco che hanno rilanciato sulla necessità di completare l’opera dei Boidi.

L’ordine del giorno girerà per tutti i comuni della zona

«Ci siamo anche confrontati con i capigruppo del comune di Nizza. Questo è un documento altamente condiviso, che va oltre i campanili e che dovrà essere fatto proprio da tutti i consigli comunali dell’area» ha sottolineato Stroppiana. Percorso che, come ha incalzato il medico, «non ci vede soli. La Regione, con il vicepresidente Fabio Carosso, e gli assessori Luigi Icardi e Marco Gabusi, conosce bene la nostra situazione. Abbiamo bisogno di certezze: non parole ma fatti scritti e patti mantenuti».

Il sostegno di Gabusi

E’ stato proprio Gabusi, consigliere comunale di maggioranza, a commentare e ampliare la portata dell’ordine del giorno offrendogli un respiro più ampio. «E’ un testo che offre spunti sia per la parte ospedaliera sia per la medicina territoriale, con una forte propensione all’integrazione ospedale-territorio. Ci auguriamo che anche le leggi nazionali aprano le maglie e le vedute a questi progetti che si sono rivelati vincenti» ha detto l’assessore regionale. Che ha, poi, lanciato due spunti, raccolti dall’assemblea e andati ad integrare il documento. «Ritengo sia bene inviare l’ordine del giorno non solo ai comuni della Valle Belbo bensì di tutto l’astigiano. Di un nuovo ospedale potranno usufruirne anche i pazienti dell’area nord della provincia – ha spiegato Marco Gabusi -. Inoltre, chiediamo il potenziamento dell’emergenza con il passaggio delle India di Canelli da 12 a 24 ore e una nuova ambulanza del 118 per tutto l’astigiano. E’ il minimo che dobbiamo avere per sanare la situazione della nostra provincia». Gabusi, poi, ha annunciato che, d’intesa con il collega Icardi, già sindaco di Santo Stefano Belbo e oggi assessore regionale alla sanità, «un rappresentante di quest’area siederà al tavolo di lavoro chiamato a riordinare la sanità territoriale».

Prima della votazione, che ha ottenuto l’unanimità, il sindaco Paolo Lanzavecchia ha letto un ordine del giorno del tutto simile approvato dal consiglio comunale di Nizza chiedendo che il documento venga inviato anche ai sindaci della Valle Bormida e della Valle Belbo cuneese.

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