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L’appello al voto di Ghignone (PD) «all’unità dei democratici e dei progressisti di sinistra»

Il sindaco di Moasca, candidato alla Camera (Uninominale), si rivolge agli elettori chiedendo di non disperdere i voti

A mezzanotte si chiuderà la campagna elettori per le politiche di domenica. Per i candidati sono le ultime ore per trovare consensi tra gli elettori. L’astigiano Andrea Ghignone, esponente del PD, sindaco di Moasca e candidato alla Camera (Uninominale) della coalizione di centrosinistra, ha lanciato il suo appello che pubblichiamo di seguito.

 

Care amiche e cari amici democratici e progressisti, di centrosinistra e di sinistra,

prima di tutto vi chiedo scusa se, di questi tempi così difficili, mi affido a una semplice e scontata metafora calcistica per sostenere perché, secondo me, chi condivide i valori e gli ideali della sinistra dovrebbe non dispendere il voto scegliendo il Partito Democratico.

Immaginate una partita di calcio dove i giocatori di una stessa squadra incomincino a ostacolarsi a vicenda passando la palla agli avversari o facendosi lo sgambetto fra loro. Che cosa accadrebbe? Che perderebbero, facendo vincere facilmente la squadra avversaria. Ecco, la mia sensazione è che nel centrosinistra italiano e anche astigiano il rischio è che accada più o meno la stessa cosa. Nessuno e men che meno io, che mi ritengo e sono profondamente democratico, mette in dubbio le varie anime e sensibilità che animano il centrosinistra e la sinistra.

Tuttavia ci deve essere un momento in cui coloro che si oppongono alle destre e vogliono portare avanti un progetto progressista e democratico, devono trovare la forza, la lucidità, persino l’intelligenza di unirsi, di mettere da parte le diversità, che pure per fortuna restano, per un’idea e un progetto comune.

È troppo? Davvero non riusciamo a trovare un punto di intesa, di contatto, di collaborazione vera e sincera?

Non voglio credere che non sia possibile. Non voglio credere che il centrosinistra, per il solo fatto di poggiare su un grande partito come il PD, con tutte le cose positive e anche gli errori che una formazione politica così articolata può compiere, non riesca a condividere un percorso di quel riformismo profondo di cui questo Paese ha davvero bisogno. Lontana anni luce da me l’idea di fare una lotta “contro”. Non è nel mio stile né nella mia formazione umana e professionale. Mi chiedo, però, che cosa si ottenga frantumando il fonte della sinistra e del centrosinistra, davanti a una destra che ha velleità di leadership, che appare unita più per interessi elettorali che per altro e che è pronta a tutto, persino a rinnegare in pubblico sé stessa, per andare al potere.

Perché di questo si tratta, di potere. E se le destre cercano il potere e lo stanno dimostrando e dicendo in tutte le maniere, anche in queste ultime ore, noi vogliamo la coesione sociale e il confronto. Non è solo una visione diversa, è una profonda differenza di come fare politica al servizio della gente, del popolo italiano. Un modo diverso di intendere la società, la comunità e il futuro del nostro Paese. E le destre otterranno il potere che vogliono solo se noi continueremo a presentarci disuniti. È davvero questo che vogliamo quando ci dividiamo su tutto? È questo che vogliamo quando ci accusiamo a vicenda e facciamo a gara a chi è più di sinistra? Vogliamo questo quando disperdiamo i voti facendo un favore enorme alle destre?
No, questo non è quello che vogliamo.

Il mio appello, dunque, non può che essere un appello all’unità dei democratici e dei progressisti di sinistra che sono l’unica, vera, chiara scelta di futuro per l’Italia.

Andrea Ghignone

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