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L’Asp di Asti è prima in Italia per qualità tecnica del servizio idrico integrato

La multiutility è stata valutata da ARERA insieme ad altri 200 gestori nazionali e porta a casa 6 milioni di premio

Magari non ci diamo peso, ma quando apriamo il rubinetto dell’acqua di casa avviamo l’ultimo passaggio del servizio idrico integrato che garantisce l’approvvigionamento, la depurazione, i controlli sulla rete e la distribuzione del bene più prezioso che esista sul nostro pianeta. Così prezioso che ARERA (l’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente) ha deciso di premiare gli operatori che garantiscono la migliore qualità tecnica del servizio.

Su 203 gestori valutati, per gli anni 2018 e 2019, l’Asp è risultata la migliore delle società italiane per qualità tecnica del servizio idrico. La multiutility ha ottenuto il primo posto nelle graduatorie nazionali, del biennio in esame, riferite alle minori perdite verificatesi nel sistema idrico, oltre alla prima posizione nella classifica 2018 riferita alla qualità dell’acqua erogata. A questi risultati si aggiungono i secondi posti nella graduatoria 2019 per la qualità dell’acqua erogata e i secondi posti nelle classifiche 2018 e 2019 per lo smaltimento dei fanghi in discarica.

«Grazie a questi eccellenti risultati – spiega il presidente di Asp Fabrizio Imerito – ARERA concederà all’Asp 6 milioni da investire sul territorio per migliorare ancora di più il nostro servizio e dare vantaggi ai cittadini. Un risultato straordinario per il quale ringrazio tutti i dipendenti dell’azienda». Se il servizio idrico integrato dell’Asp è riconosciuto come top assoluto e preso d’esempio nel resto d’Italia lo si deve agli investimenti fatti sulla rete che conta numeri importanti: nel 2021 5.167.909 mc di acqua fatturati a 12.754 utenze, 750 Km di rete dell’acquedotto, ma anche 233 Km di rete fognaria che serve 71.032 residenti cui si aggiunge la depurazione per 87.902 abitanti.

«L’indagine di Arera si è basata su 6 Macro-indicatori nei quali l’Asp ha avuto risultati all’avanguardia e sempre con i parametri più alti – commenta l’A.D. di Asp Giuseppe Cagliero – Posso già dire che anche per il 2021 abbiamo raggiunto i parametri migliori e con l’approvazione del Piano industriale potremo garantire il mantenimento di questi risultati». Dall’Asp non manca l’invito ai cittadini a bere l’acqua del rubinetto che è buona, controllata e più economica di quella acquistata in bottiglia.

«Parliamo di una premialità che si basa su dati oggettivi e non per like sui social, – sottolinea il dirigente del settore idrico di Asp, Roberto Tamburini – ma questi risultati si ottengono grazie all’impegno di tutti, dall’operaio che interviene di notte per tamponare una perdita a chi amministra indirizzando le scelte operative». Per quanto riguarda le perdite lungo la rete, l’Asp si dimostra molto più virtuosa della media nazionale attestando le stesse sotto il 20% rispetto al 40% del dato nazionale (nel Nord la media è circa il 26%, al Sud circa il 45%). «Non buttare via l’acqua – continua Tamburini – significa limitare anche i costi energetici».

Molto soddisfatti per il risultato ottenuto da Asp anche il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alle partecipate Renato Berzano. «È la miglior risposta a chi ha continuato a sostenere, raccontando balle, che noi avremmo fatto di Asp uno spezzatino, invece questi dati dimostrano che l’azienda è viva, ha voglia di ingrandirsi e creare occupazione guardando a nuove prospettive future».

GLI INDICATORI E I RISULTATI DELL’INDAGINE DI ARERA – PDF

[foto Ago]

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