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L’Azienda Agricola “Agricoltura Indigena” di Variglie: grani più resistenti e resilienti ai cambiamenti climatici

Cultivar antichi e produzioni biologiche, per una biodiversità d’eccellenza

Cultivar antichi e produzioni biologiche, il segreto della biodiversità di eccellenza, resistente e resiliente ai cambiamenti climatici. A sperimentarla è Cesare Quaglia (foto) dell’Azienda Agricola “Agricoltura Indigena” di Variglie, frazione di Asti, con terreni di produzione anche in quel di Revigliasco.

Tra i grani antichi coltivati, Cesare riserva particolare attenzione alla varietà Verna, incrocio di grani valdostani e svizzeri, risalente agli anni ’40 del secolo scorso. Certamente meno produttivo di quelli tradizionali, il Grano Antico Verna si presenta di taglia maggiore, con una spiga aristata o meno, e, grazie alla sua rusticità, anche con le persistenti piogge e l’elevata umidità, resiste meglio degli stessi tradizionali, spesso, coricati a terra dalle avversità meteo.

“I grani antichi, a seconda del terreno e delle stagioni, sono generalmente più alti dei tradizionali e possono raggiungere il metro e 60/70 centimetri” racconta Cesare. “Dal punto di vista organolettico sono molto più variegati: ricchi di polifenoli e di composti minerali, con buone proteine e meno glutine”.

Tra gli altri cultivar, Cesare coltiva anche: il Grano duro antico Senatore Cappelli (recuperato da amici lucani) e un campo misto di Frassineto, Gentil Rosso e Mentana. Poi, un campo di Barbariato (tecnica montanara di segale e grano tenero), di Khorasan (grano turanico), di Mais Otto File Rosso di Antignano e, da vent’anni, coltiva altresì Canapa, Saraceno, Girasoli e legumi.

I raccolti, mediamente riservano una resa di circa il 30/40% in meno dei tradizionali, ma i cultivar biologici sono pregiati e si lasciano pagare di più, sia come grani, sia come trasformati, quali: semole, farine, pasta, grissini e prodotti da forno.

“Il modo migliore per valorizzare i grani antichi resta la scelta della filiera corta, in quanto, consente un rapporto diretto col consumatore, quindi, la possibilità di raccontare il prodotto stesso, con le sue caratteristiche e le sue valenze nutrizionali” conclude Cesare, tra i capisaldi del Mercato Contadino di Campagna Amica di corso Alessandria 271 ad Asti.

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