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«Le politiche di sinistra dove le avete lasciate?»
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«Le politiche di sinistra dove le avete lasciate?»

Quasi tutti i consiglieri dell'opposizione hanno mosso dure critiche all'impostazione del bilancio (chi l'ha definito «tecnico», chi «politico ma non di sinistra») soprattutto per

Quasi tutti i consiglieri dell'opposizione hanno mosso dure critiche all'impostazione del bilancio (chi l'ha definito «tecnico», chi «politico ma non di sinistra») soprattutto per quanto riguarda il pesante taglio ai servizi sociali e all'istruzione. Lattanzio (Lista Civica) ha detto che «è un bilancio che caratterizza la linea dell'amministrazione che vive alla giornata e non fa scelte né di natura politica né di sinistra. Abbiamo una tensione abitativa drammatica, ad Asti – ha poi aggiunto ricordando l'occupazione dell'immobile di strada Fortino – ma l'assessorato alle politiche sociali è tristemente assente in questa storia».

Imerito (Lista Civica) ha criticato la decisione di costruire due nuovi poli museali, del Palio e della nuova Arazzeria Scassa nei locali dell'ex biblioteca: «L'Arazzeria sarà a carico del Comune? Oppure Scassa ci ha donato i suoi arazzi?» ha chiesto. Coppo (Fratelli d'Italia) non ha nascosto le molte perplessità sui progetti in vista dell'Expo di Milano per il quale «sul sito del Comune di Asti c'è veramente poca cosa. Se dobbiamo chiamare i turisti per l'Expo, o ci danno il numero di telefono uno ad uno, oppure non so come faremo. L'Expo rischia di essere una bella ragazza che passa e noi neanche le diciamo ciao». Coppo è poi tornato su un suo tema ricorrente: il campo nomadi e le spese insolute a carico del Comune. «Siccome non è obbligatorio dev'essere chiuso e il Comune non ci deve più mettere soldi» ha poi detto annunciando di voler portare avanti questa partita attraverso un referendum popolare.

Galvagno (Lista Civica) è tornato a chiedere più manutenzione sulla città evidenziando che «le risorse per il verde sono del tutto inadeguate rispetto a quelle necessarie». Anche sul commercio ha chiesto di proporre qualcosa «perché questa città sta morendo» e, ancora una volta, l'ex sindaco è tornato a proporre un progetto più ampio per dare ad Asti un ruolo rilevante su un territorio più allargato (Enolandia). Bosia (Uniti per Asti) ha evidenziato, negativamente, la spesa di 18.3 milioni di euro destinata a sostenere il servizio rifiuti con l'accantonamento di 1.8 milioni per far fronte ai debiti di chi non paga le bollette. «E' necessario che in Comune funzionasse meglio il servizio recupero crediti per essere più incisivo verso quei soggetti che non pagano, pur potendolo fare. Esorbitante è poi il costo dello spazzamento strade che ammonta a circa 200.000 euro al mese».

Tra le critiche più dure, mosse all'amministrazione da Bosia, c'è stata quella sull'appalto della neve, definito «una cosa vergognosa per aver previsto 2.000 euro di fermo macchina nell'appalto definitivo sebbene l'intenzione originaria del Comune fosse quella di non pagare nulla». Cotto (Noi per Asti) ha censurato i minori trasferimenti ai servizi sociali: «Tagliare ai più poveri non è da responsabili e quindi chiedo di esserlo nel non tagliare ai disabili. Chiedo coerenza da parte di una giunta di centro sinistra che ha fatto del sociale la sua bandiera e che oggi taglia invece ai più deboli. Il mio consiglio è di convocare gli Stati Generali di tutti i settori per confrontarsi con l'esistente e far nascere delle idee per Asti coinvolgendo i cittadini». Giargia (M5S) ha definito inammissibili i tagli al sociale e ricordato la presenza di tante costruzioni incompiute, come in strada Laverdina.

Ha inoltre ricordato la paradossale situazione dei due Sic ambientali di Asti: «Sono siti di interesse comunitario ma in uno abbiamo la pista da motocross, nell'altro il tiro a volo. Credo sia un caso unico al mondo». Vespa (Lista Civica) ha lanciato un campanello d'allarme per il Palio «che con 300.000 euro a bilancio non si fa, anche se sono sicuro che troveremo le risorse per farlo. In futuro si può pensare ad un soggetto pubblico/privato cui demandare l'organizzazione». Ferrero (PDL) ha evidenziato «lo stato di degrado in cui versa l'ecocentro di via Ceca e la pressoché totale assenza di interventi nelle frazioni, come l'anno scorso». Quaglia (Forza Italia) ha nuovamente chiamato in causa l'Asp «perché 18 milioni di TARI sono una roba inverosimile, neanche Asti fosse tirata tutta a lucido».

Il consigliere ha quindi definito inaccettabile il taglio sull'assistenza ai ragazzi disabili nelle scuole e sulla promozione turistica, rivolgendosi all'assessore Cerrato, ha aggiunto: «Non abbiamo fatto granché per far conoscere Asti fuori dal territorio». Scognamiglio (FdS), pur capendo la ristrettezza economica dell'ente, ha definito improponibile il taglio del 40% all'assistenza scolastica per i diversamente abili. «Il messaggio che voi date è che, essendoci pochi fondi, si dà uno schiaffo ai deboli per non fare incazzare i poteri forti». Scognamiglio ha chiesto più strutture sportive per ragazzi, anziché la costruzione di un nuovo palazzetto che costerà 600.000 euro all'anno. «Parliamo di palazzetto nuovo ma non abbiamo neanche le strutture per far saltare la corda ai nostri ragazzi».

r.s.

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