Lega, Marco Crivelli:«Distruggere la flavescenza dorata»
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Lega, Marco Crivelli:
«Distruggere la flavescenza dorata»

Idee chiare. Nessuna promessa ma progetti concreti. Pochi e qualificanti, pronti ad essere perseguiti una volta eletto ed occupato lo scranno a Palazzo Lascaris. Marco Maria Crivelli, 62 anni, è

Idee chiare. Nessuna promessa ma progetti concreti. Pochi e qualificanti, pronti ad essere perseguiti una volta eletto ed occupato lo scranno a Palazzo Lascaris. Marco Maria Crivelli, 62 anni, è leghista da sempre e per il Carroccio concorre alle elezioni regionali dopo la breve esperienza in Consiglio provinciale, iniziata nel dicembre 2010 e chiusa anzitempo con il commissariamento dell'ente. Alle spalle esperienze amministrative nel Comune di Castagnole Monferrato, dove risiede e lavora con l'azienda vitivinicola che fa del Ruché la propria eccellenza. Vino che Crivelli, coadiuvato dal figlio Jonathan, oggi esporta in tutto il mondo. Ed è proprio fortemente legato al mondo agricolo il programma elettorale di una campagna condotta tra la gente. «Soli tre punti e tutti realizzabili» esordisce Crivelli, fino a qualche mese fa alla guida del Consorzio tutela del Ruché con il testimone che ora è passato nelle mani di Luca Ferraris.

Il più importante?
E' un impegno: distruggere la flavescenza dorata. Contro la filossera del nuovo millennio occorre attuare un piano drastico ed occorrono almeno 3 milioni di euro. So che in tempi di tagli pare un azzardo, ma è una condizione indispensabile. Sarei pronto a dimettermi se non verranno riconosciuti soldi che serviranno a salvaguardare il vigneto nella nostra regione. Se ne parla ormai da più di dieci anni ma mai troppo forte e la situazione va costantemente peggiorando nelle nostre campagne.
Cosa può fare il governo piemontese?
Mettere in atto azioni anche drastiche, come l'estirpo di tutti i vigneti con oltre il 30% di piante malate, obbligo dei trattamenti con sanzioni a chi trasgredisce, anche e soprattutto in quei terreni abbandonati dai proprietari. Occorre poi un regolamento di Polizia rurale condiviso. Ad esempio è impensabile che la Provincia di Asti ne sia sprovvista. Ed ancora eliminare i mercati di barbatelle prive della certificazione di trattamento contro la flavescenza. Nell'ambito della ricerca puntare all'Europa per richiedere fondi strutturali per il genoma vite. Può sembrare un problema di un solo comparto ma è quello che può dare sviluppo all'economia piemontese, oppure rischia di aggravare la già delicata situazione.

Al secondo punto?
Tartufi, i nostri diamanti. Ancora dall'agricoltura una voce per dare reddito. Meno fiere ma più tartufi è lo slogan che ho fatto mio. Parallelamente e più della promozione occorre salvaguardare e sviluppare un prodotto unico per caratteristiche, che ci viene invidiato e richiesto da tutto il mondo. Le piante a vocazione tartufigena sono un patrimonio che va salvaguardato e protetto, non solo evitando il loro abbattimento bensì favorendone la posa ed il loro sviluppo, magari con l'obbligo di zone a prato attorno ad esse. Indispensabile fare chiarezza su come sono state finora gestite le risorse di questo comparto. Ipotizzo un piano decennale che prevede un investimento di 1,5 milioni di euro.
Anche progetti legati al sociale?
E' il mio terzo punto del programma: gli anziani. I nostri padri e nonni non possono essere più umiliati, violandone la dignità. Il riferimento è soprattutto alla sicurezza che viene quotidianamente minacciata attraverso truffe, raggiri, atti delinquenziali a cui è necessario porre un freno. Molto spesso i nostri anziani hanno vergogna e non denunciano: oltre al danno materiale ne subiscono uno intimo e più profondo. E' bene ricordare che un paese che non ha memoria storica è un popolo senza futuro.

Impossibile non commentare quanto accaduto in Regione, da un presidente dello stesso partito.
Si poteva fare di più e meglio. Non voglio intervenire sugli aspetti giudiziari che hanno portato alla conclusione anticipata del mandato, ma sono stato fortemente critico su alcune azioni del presidente Cota. Innegabile pure le difficoltà in cui la sua giunta ha dovuto lavorare con la pesantissima situazione debitoria ereditata peraltro in un forte momento di crisi e conseguenti dolorosi tagli.
Ci sono poi i casi di "rimborsopoli".
Anche qui si doveva agire diversamente. Ammettere gli errori laddove sono stati commessi. Il vero federalismo deve partire dalla cultura. Serietà e coerenza sono stati i valori fondanti della Lega Nord, partendo da quelli ed unendo capacità intellettuali possiamo tornare ad essere forza di governo e fare bene per il Piemonte.
In momenti di tagli alla "casta" seppur da candidato è pronto a qualche rinuncia?
"Se verrò eletto sono disponibile da subito a non richiedere alcun rimborso chilometrico. Forse è poco ma sono convinto che l'esempio deve partire innanzitutto da noi stessi.

Maurizio Sala

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