Vladimir Luxuria
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Elezioni amministrative

LGBTQI, diritti e aspettative dopo il voto ad Asti del 12 giugno

Intanto l’associazione Asti Pride rivela il nome della madrina della prossima manifestazione del 16 luglio: Vladimir Luxuria

Mentre l’associazione “Asti Pride” annuncia che la madrina della prossima manifestazione, in programma il 16 luglio, sarà Vladimir Luxuria (che parteciperà alla sfilata insieme all’attore e content creator Paolo Camilli), tiene banco nella campagna elettorale il tema dell’inclusione e delle politiche sociali volte a garantire alla comunità LGBTQI pari diritti degli altri cittadini. Durante il confronto tra i candidati a sindaco, organizzato dal nostro giornale in Sala Pastrone, è stata chiesto loro cosa possano fare il Comune e le altre istituzioni, a cominciare dalla scuola, su questo tema.

Le dichiarazioni nel dibattito in Sala Pastrone

«Noi non abbiamo nulla contro gli omosessuali, sono persone e fratelli come noi che hanno diritto di vivere la loro vita – ha risposto Margherita Ruffino de Il Popolo della Famiglia – Siamo, però, fortemente contro la teoria gender che vuole far cambiare le tendenze personali creando un turbamento spaventoso nei bambini. Poi se qualcuno dei giovani, quando avrà 18 anni, vuole farsi delle operazioni o intraprendere una vita di altro tipo, sono affari suoi. Ma il gender a scuola non deve entrare».

Maurizio Rasero, candidato a sindaco del centrodestra, ha ricordato quanto fatto durante il suo primo mandato. «Da parte mia non ho niente contro nessuno e ho cercato di essere il sindaco di tutti. Abbiamo creato in questa città il nodo antidiscriminazione con delle antenne sul territorio che si sono messe in contatto con altri quaranta soggetti per cercare di far arrivare il prima possibile segnalazioni di discriminazione di qualsiasi tipo. Abbiamo detto con forza da che parte siamo, quali sono le nostre idee e che siamo contro ogni forma di discriminazione. La scorsa volta abbiamo patrocinato il “Gay Pride”, ma questa volta il patrocinio non ci è stato chiesto».

Salvatore Puglisi, candidato di “Adesso Asti”, ha risposto senza però entrare nel merito della questione: «Non abbiamo nessun preconcetto su nessuno».

Marco Demaria, aspirante sindaco di Azione, Più Europa e Volt ha replicato partendo da un presupposto: «Sono un’artista, un musicista e nella comunità artistica si vive da sempre ciascuno a suo modo. Il problema sta nel come le persone intendano la vita. La politica non si può nascondere dietro a un patrocino, dato o non dato, ma dando dei segnali forti. Per esempio scegliendo le forze politiche con cui ci si accompagna o meno. Oggi uno dei principali partiti in Italia continua ad avere connivenze con chi fa il saluto romano e che continua a dire che quanto c’era “Lui” le cose andavano bene. Secondo me tutti hanno diritto a formare la loro famiglia secondo il loro credo e orientamento sessuale».

Paolo Crivelli, candidato a sindaco del centrosinistra, ha annunciato che se fosse eletto sindaco aderirà alla rete RE.A.DY (Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere ndr). «Con i diritti civili io sono chiaro. Da medico ho solo visto grandi e inutili sofferenze, anche nei bambini, per cui è ora di fare una svolta, anche europea, perché qui siamo indietro di mille anni. Quindi rispettiamo le persone, rispettiamo tutti i diritti».

Chiara Chirio, in corsa per palazzo civico con Italexit, ha invece sottolineato di conoscere molto bene queste tematiche «perché mia sorella fa parte di questa comunità». «L’argomento mi tocca da vicino e per me è assolutamente del tutto naturale – ha aggiunto – Affrontare questo percorso vicino a lei mi ha fatto comprendere tante cose, che forse si creano dei problemi quando in realtà non ci sono. Sono assolutamente a favore di quella che è la lotta a qualsiasi tipo di discriminazione, qualunque essa sia».

Assente al confronto, per impegni di lavoro, il candidato a sindaco Maurizio Tomasini.

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