Monaca Giampiero mobilitazione
Attualità
Scuola

Licenziato il maestro Giampiero Monaca, anima di Bimbisvegli

Per protesta si era rifiutato di insegnare alla Rio Crosio, prima stando seduto sulla panchina dell’atrio, poi dando vita ad un presidio davanti al Ministero dell’Istruzione

E’ terminato con il licenziamento il lungo presidio, presso il Ministero dell’Istruzione a Roma, di Giampiero Monaca, maestro del V Circolo didattico conosciuto per essere l’anima della metodologia didattica Bimbisvegli, che aveva cominciato ad applicare quando era in servizio alla primaria “Rio Crosio”, dove è rimasto fino all’anno scolastico 2016/2017, e poi alla primaria “Donna” di Serravalle.
Metodologia che si basa su alcuni punti cardine: l’istruzione all’aperto, nella natura; la collaborazione di alcuni giovani migranti durante le lezioni; la pace come principio e insegnamento fondamentale.
Proprio la metodologia era stata al centro di un dibattito nell’estate 2021 tra la dirigenza del V Circolo e l’insegnante, affiancato dalle famiglie dei bambini iscritti, secondo cui la metodologia era messa in discussione a causa di alcune limitazioni introdotte dal collegio docenti, come quella, imposta per motivi di sicurezza, di «dover fare attività all’aperto entro 400 metri dalla scuola, diminuendo di molto le possibilità di attività che svolgevano in passato», avevano affermato.
Per questo era stata chiesta, da parte delle famiglie, anche un’ispezione al Ministero dell’Istruzione per sapere se la metodologia potesse «essere inserita tra le tante realtà di sperimentazione e di valorizzazione delle avanguardie educative e pedagogiche della scuola italiana».
L’ispezione era stata eseguita, stabilendo che Bimbisvegli è una «strategia didattica attiva e motivante che sollecita i percorsi di apprendimento anche in setting informali e in attività di outdoor, non in contrasto con l’ordinamento vigente». Nel commentare la notizia la dirigente in servizio nell’anno scolastico 2021/2022, Graziella Ventimiglia, aveva comunque posto l’accento sul fatto che non era comunque «un progetto validato dal Ministero, ma una metodologia, una modalità didattica del maestro Monaca. Quindi non è un progetto di circolo né di istituto, ma un modo di insegnare che il maestro può comunque continuare ad applicare nelle sue classi».
Ma, considerando le limitazioni, Monaca aveva deciso comunque di chiedere un anno di aspettativa, poco dopo l’inizio dell’anno scolastico 2021/2022, scelta definita «obbligata» perché riteneva di «non poter insegnare se costretto ad applicare in modo edulcorato la metodologia».

Il rientro dopo l’aspettativa

Giampiero Monaca durante il presidio di fronte al Ministero dell’Istruzione

Il rientro era previsto lo scorso 29 settembre, quando Monaca ha deciso di non entrare nella classe che gli era stata assegnata (la I C della primaria “Rio Crosio”) con una decisione della dirigenza, approvata dal Collegio docenti, ritenendola «un’assegnazione dal sapore marcatamente punitivo, essendo obbligato ad operare in un contesto ambientale, quello di città, in cui il progetto educativo “Bimbisvegli” è di fatto irrealizzabile».
Così ogni giorno si presentava a scuola ma, invece di insegnare, stava seduto sulla panchina dell’atrio per l’intero orario di lavoro. Poi la decisione di dare vita ad un presidio davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma, che è terminato, nei giorni scorsi, con il licenziamento.
Di conseguenza il dirigente reggente del V Circolo da quest’anno scolastico, Franco Calcagno, ha messo in moto la procedura disciplinare. «Quando sono arrivato – spiega il dirigente – la distribuzione dei posti approvata dal collegio docenti era già stata fatta e non avevo alcun motivo per modificarla. Quando si prende un periodo di aspettativa, infatti, si perde il diritto alla continuità, per cui il lavoratore può essere ricollocato dove ritenuto necessario. Di fronte alla sua forma di protesta, ho segnalato la situazione all’Ufficio scolastico regionale e a quello territoriale, oltre che alla Ragioneria di Stato. Ovviamente il mio provvedimento non è legato a considerazioni sulla metodologia, ma ad un comportamento perseguibile a livello disciplinare».

Il commento dell’insegnante

Da parte sua, Monaca affida il commento alla sua pagina social, definendo le sue decisioni un «suicidio professionale». «Sono stato licenziato cum laude», scrive. «Cinque tesi, due pubblicazioni scientifiche, riconoscimenti ministeriali, un convegno universitario, totale coerenza alle indicazioni ministeriali. Persino le ispettrici ci han tenuto a dire: “Guardi che qui non stiamo giudicando Bimbisvegli, ma solo la sua insubordinazione”. E, quindi, dato che ho rifiutato di applicare quegli ordini superiori che ho contestato per la loro nocività verso il benessere dei bambini, vengo destituito dall’incarico per infedeltà verso l’istituzione. Insomma, sono stato condannato per non aver commesso un fattaccio, cioè assecondare un ordine che va a interrompere il percorso educativo di Bimbisvegli che in tre anni ha triplicato gli iscritti alla scuola di Serravalle, le cui famiglie per anni hanno potuto sceglierne il percorso selezionando persino una casella sui documenti ufficiali predisposti dal V Circolo.
Per anni – conclude – ho insegnato alle nostre bimbe e bimbisvegli che l’obbedienza, di fronte all’ingiustizia, non è una virtù e insieme abbiamo cantato la canzone “Il disertore”. Non ho voluto rinunciare a trasmettere loro un ultimo messaggio educativo di coerenza».

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale