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Sanità

Liste d'attesa, partite al Massaia le prime visite "aggiuntive". Ecco quali sono le specialità interessate

Ospedale Cardinal Massaia (7)

ospedale di asti

Sono iniziate anche all'Asl di Asti le visite e gli esam i diagnostici "aggiuntivi" per tentare di rudurre le liste d'attesa. Il piano, voluto dalla Regione Piemonte, ha coinvolto tutte le Asl: l'obbiettivo, come hanno spiegato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, è di arrivare a 50 mila ore di esami e prestazioni in più entro giugno.

Quali sono le specialità coinvolte ad Asti

Per quanto riguarda l'Asl di Asti è stato previsto un monte orario complessivo di 340 ore mensili aggiuntive per prime visite e prestazioni diagnostiche che riguardano: Gastroenterologia, Allergologia, Neurologia, Pneumologia, Nefrologia, Geriatria, Oculistica, Chirurgia vascolare, Chirurgia generale, Otorinolaringoiatria, Ortopedia, Urologia, Radiodiagnostica. Le prestazioni si tengono in orario aggiuntivo (pomeriggio sera) e nel fine settimana. Sarà la stessa Asl ad informare i pazienti interessati. Il piano è già operativo: sabato 22 sono state evffettuate le prime prestazioni di: ecografie tronchi sovraortici, ecografie arti inferiori, risonanza magnetica osteoarticolare, colonscopie (Asti e Nizza); prime visite nefrologiche e Otorinolaringoiatria. "Ringrazio i professionisti - ha commentato il Direttore generale Giovanni Gorgoni - che hanno accettato di supportare, in aggiunta all’orario ordinario, questa sperimentazione semestrale che ha il duplice scopo di accorciare i tempi di attesa attuali e di valutare il gradimento dell’utenza per orari e giorni insoliti”.

I numeri

"Nel 2024 in Piemonte sono state erogate 2.268.104 prestazioni, il 6 per cento in più rispetto al 2023, ovvero 132.104 prestazioni in più fanno sapere Cirio e Riboldi - Per raggiungere il livello del 2019 mancano ancora 229.492 prestazioni. Per quanto riguarda i ricoveri, nel 2024 ci sono stati 201.522 ricoveri, in aumento rispetto ai 200.110 del 2023 e anche in crescita rispetto al 2019, quando i ricoveri erano stati 201.167. Sappiamo che c’è ancora molto da fare, ma siamo sulla strada giusta e garantire cure per tutti resta la nostra priorità”

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