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Lutto nel Comune di Asti: è morto Roberto Genta

Dipendente dell'ufficio istruzione era un punto di riferimento insostituibile per i giornalisti - Il ricordo di colleghi e amici

Muore a 65 anni Roberto Genta dipendente e “narratore” dell’ufficio istruzione

Per i giornalisti di Asti Roberto Genta è stato un punto di riferimento insostituibile quando si trattava di verificare e pubblicare le molte notizie riguardanti la macchina comunale e, più precisamente, quelle che interessavano l’ufficio istruzione (ma anche i servizi sociali) di cui era una colonna portante. Però, per alcuni anni, Genta è stato l’Ufficio Stampa a tutto tondo dell’Ente comunale sempre disponibile, paziente e pronto a rispondere ad ogni genere di richiesta anche nelle ore più improbabili. Non si arrabbiava mai, non ha mai protestato per le pressanti richieste di dettagli su questa o quella iniziativa e ha sempre cercato di trovare una mediazione tra il suo ruolo in Comune e quello di responsabile delle comunicazioni. Ed era bravo perché sapeva esattamente come attirare la nostra curiosità tra le centinaia di notizie che passano in redazione ogni giorno.

Roberto se n’è andato ad appena 65 anni, troppo presto, sconfitto da un male contro cui combatteva con grande dignità e lo spirito di un guerriero. Lui che odiava la guerra e ogni genere di prevaricazione, ha passato l’ultimo periodo della sua vita in trincea a combattere un nemico molto forte, ma senza trascurare il suo lavoro e i suoi mille interessi nel mondo del sociale, del volontariato, dell’agricoltura spinto dal desiderio di contribuire a rendere il mondo un posto più accogliente per tutti. Il suo lavoro era anche la sua missione e questo lo rendeva un collega prezioso per coloro che lo incontravano negli uffici della pubblica amministrazione.

Già presidente delle ACLI di Asti, Genta aveva ricoperto diversi ruoli in Comune, ma negli ultimi anni erano stato un vero e proprio narratore dei moltissimi progetti portati avanti dall’Ente. Iniziative come il Tavolontario, Porta la Sporta, l’attività nella Casa delle Donne e dei Bambini o le varie campagne sociali in favore dei soggetti più fragili, come gli anziani o i bambini, erano raccontate da Roberto non solo con le parole nei suoi dettagliati comunicati stampa, ma anche con il cuore, e questo si capiva parlandoci insieme ogni volta che lo si incontrava in giro.

Il ricordo di chi ha lavorato con lui

La sua morte ha destato cordoglio tra colleghi e politici, tutti concordi nel definirlo una persona di una straordinaria umanità.

“Ci hai messi tutti in gioco con il tuo saper guardare le parole da molti punti di vista, smontandole, rimontandole, stravolgendole, trasformandole in nuovi mondi, in nuovi orizzonti” lo ricorda su Facebook la collega ed educatrice Maurizia Giavelli.

“Per me è stato importante poter condividere con lui iniziative e progetti fin dall’inizio dell’assessorato – aggiunge l’assessore Mariangela Cotto – Le sue analisi erano profonde,  si poneva molti interrogativi. Evidenziava, tra l’altro due aspetti particolari della nostra città e dei suoi abitanti: una parte operosa e una parte rancorosa. Spero di riuscire insieme ai colleghi assessori di oggi e di ieri a raccogliere i suoi scritti, le sue pubblicazioni. Sarebbe un bel regalo alla città”.

“Roberto è stato sempre un passo più in là, ora è più in su, ci osserva, non avrà santi in paradiso, ma io son sicuro che continua a praticare, abitare le utopie di ciascuno di noi – scrive il consigliere comunale e docente del CPIA Mario Malandrone – So che appena arrivato avrà posto una domanda di visione a Dio, so che ci aiuterà a costruire quel futuro che lui abitava già e che noi faticavamo ad abitare”.

“Tristezza per la perdita di una persona speciale, autentica, profonda… – commenta invece il giornalista Beppe Rovera – Abbiamo avuto spesso modo di ragionare insieme, di confrontarci, discutere. Mai banale, mai scontato. Sensibile agli ultimi, ai dimenticati ha inseguito il sogno di un mondo dove giustizia, equità, solidarietà promuovessero bellezza e sostenibilità ambientale. Anche lo scorso giugno, in occasione della serata astigiana con Mogol, propose la sua visione sull’agricoltura e il futuro del Monferrato. É stata l’ultima volta che abbiamo condiviso un evento, nel cortile di Passepartout. Tristezza. E gratitudine”.

Genta lascia la moglie Piera Dabbene, responsabile degli asilo nido del Comune e un figlio, già sposato e padre del suo nipotino.

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