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Maltempo di agosto, Cirio: «La Regione mette 2,5 milioni di euro, aspettiamo il resto da Roma»

Oggi ha incontrato i sindaci dei 45 Comuni astigiani flagellati da grandine, vento e acqua. Stimati in 800 mila euro solo i danni a strutture pubbliche

Nell’Astigiano 800 mila euro di danni “pubblici”

Doveva essere l’ultimo incontro con i sindaci colpiti dal maltempo di questa estate da dimenticare, ma quello astigiano che si è concluso poco fa in Provincia ha ancora accolto i commenti del terribile nubifragio con grandine che si è abbattuto solo ieri nell’Albese, con gravissimi danni alle pregiate vigne pronte per la vendemmia.

A ricevere il presidente della Regione Alberto Cirio accompagnato dall’assessore Marco Gabusi c’erano, oltre al presidente della Provincia di Asti Paolo Lanfranco, anche i 45 sindaci dei Comuni più colpiti dagli eventi atmosferici di metà agosto.

Gli stessi sindaci astigiani  che avevano con celerità inviato alla Regione la richiesta di stato di emergenza con un conto iniziale di danni stimato, complessivamente in 800 mila euro. Un conto che, ha sottolineato l’assessore regionale Gabusi, riguarda esclusivamente i danni a strutture e viabilità pubbliche e che non comprende nè i danni ai privati, nè quelli alle aziende produttive, nè quelli alle aziende agricole (fra raccolti distrutti e strutture scoperchiate o allagate).

 

«Abbiamo inviato al Consiglio dei Ministri la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza – ha confermato Cirio – mettendo insieme tutti i singoli episodi che si sono verificati in questo ultimo mese e mezzo. Ognuno di essi, preso da solo non giustificherebbe tale richiesta, ma trattandosi di eventi meteo di grande intensità che si sono ripetuti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro in aree molto circoscritte, esistono tutti i presupposti per l’accettazione da parte del Governo che attendiamo al più presto, anche se prevediamo che non arriverà prima di metà ottobre».

Con un commento “politico” sul fatto che, se fosse già attiva l’autonomia regionale, a quest’ora il Piemonte avrebbe già fatto la dichiarazione senza dover aspettare Roma.

La dichiarazione di stato di emergenza è importante perchè crea le condizioni per una maggiore velocità nelle varie ordinanze di lavori, appalti, ripristino dei danni, dà agli assicurati privati uno strumento più forte per i risarcimenti, ha spiegato Cirio e, soprattutto, è sempre accompagnata da uno stanziamento che viene girato alla Regione la quale, a sua volta, lo distribuisce ai Comuni per far fronte ai lavori più urgenti per riparare i danni alle strutture pubbliche con una quota anche di contributi per i danni ai privati.

Attesa anche per la dichiarazione di calamità naturale che riguarda il mondo agricolo il quale può così attingere al fondo di solidarietà nazionale per ristorarsi di una parte dei danni subiti che non potevano essere assicurati.

Ma anche la Regione ha deciso di fare la sua parte, in termini economici, e sul tavolo ha messo 2 milioni e mezzo di euro da distribuire fra i Comuni piemontesi più colpiti affinchè, a fronte di una stima complessiva di 9 milioni di euro, possano far fronte ai  danni alle strutture comunali secondo un ordine di priorità che verrà indicato nel bando di prossima indizione.

Dai vertici regionali, dal presidente della Provincia e dai sindaci presenti, poi, si è levato un unanime ringraziamento al lavoro di Vigili del Fuoco e Protezione Civile oltre che di molti altri volontari per l’impegno nelle ore di maggiore emergenza.

E anche se l’emergenza è stata superata, rimangono ancora tante le cose da sistemare. Ad elencarne alcune sono stati i sindaci di Calliano, San Martino Alfieri, San Damiano, Tigliole, Ferrere, Cisterna. Si va dai danni alla viabilità secondaria, le cosiddette “strade bianche” che però in questa stagione sono fondamentali per raggiungere vigneti e noccioleti allo sgombero delle centinaia di alberi abbattuti dalla furia del vento passando, ad esempio, al problema di Cisterna che non riesce a riparare il tetto del castello perchè non riesce a trovare una gru sufficientemente alta da raggiungere la sommità del maniero in sicurezza.

 

 

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