Manca un documento, Asti fuori dal bandoper la costruzione di una nuova scuola
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Manca un documento, Asti fuori dal bando
per la costruzione di una nuova scuola

Su internet sarebbe etichettato come “epic fail”, ma la mancata partecipazione di Asti, intesa come Comune e Provincia, al bando “Scuole innovative 2015” per il mancato invio, tramite email,

Su internet sarebbe etichettato come “epic fail”, ma la mancata partecipazione di Asti, intesa come Comune e Provincia, al bando “Scuole innovative 2015” per il mancato invio, tramite email, di uno dei documenti necessari a concorrere, ha scatenato un piccolo giallo su cui indagano i tecnici della Provincia. La normativa in questione prevedeva, entro il 1° ottobre, la possibilità per Comune e Provincia di presentare in Regione la richiesta di accedere ad un finanziamento straordinario, anticipato dall’Inail, per la costruzione di un nuovo maxi plesso scolastico su un’area a servizi già identificata e, possibilmente, vicino ad altre scuole. I due enti locali si sono quindi accordati identificando un terreno di proprietà del Comune, di 42.000 mq, nei pressi dell’ospedale e oggi identificato come “prato, seminativo e bosco ceduo”.

Il giallo è nato al momento di inviare la documentazione in Regione tramite pec: a Torino sono arrivati tutti i documenti eccetto la domanda di ammissione al bando firmata dal vice presidente Marco Gabusi. «In effetti toccava alla Provincia inviare i documenti che erano pronti e firmati, – spiega Gabusi – ma non sappiamo esattamente cosa sia successo per quello sulla domanda di ammissione. Ora stiamo cercando di capire dove sia stato l’errore, ma nel frattempo abbiamo spiegato alla Regione quanto avvenuto e speriamo che ci ammettano ugualmente al bando, così da tentare di ottenere il finanziamento». L’importo totale messo a disposizione degli enti è pari a 19 milioni di euro da suddividere sui progetti premiati e con la copertura del 100% dell’intervento. L’ipotesi di Comune e Provincia sarebbe quella di creare un maxi plesso scolastico vicino al Massaia, da circa 2.000 alunni, unificando l’istituto Monti e il Castigliano. Ma c’è chi non ci sta.

«Sono contenta che una scelta così avventata non sia andata in porto – commenta il consigliere comunale/provinciale Angela Quaglia (Forza Italia) presentando un’interpellanza al sindaco con la quale chiede spiegazioni sull’accaduto – Dal mio punto di vista l’area individuata sarebbe stata sbagliata ed infelice, stretta com’è tra ospedale, istituto agrario, liceo scientifico e altri servizi. Poi si tratta di un’area a prato che sarebbe stata ulteriormente sacrificata invece di pensare a recuperare i molti, grandi contenitori vuoti, e questo fa a pugni con gli impegni assunti dal sindaco relativi ad evitare il consumo di suolo e a riutilizzare i contenitori vuoti». Secondo il consigliere azzurro, spostare il Castigliano e il Monti dal centro alla periferia significherebbe «desertificarlo ulteriormente, centro già penalizzato dalla chiusura di importanti servizi».

In più sarebbe necessario implementare il servizio pubblico, un altro problema «considerati i tagli al trasporto pubblico locale di cui abbiamo già sentito parlare e sentiremo parlare ancora di più nei prossimi mesi» aggiunge Quaglia. Se la Regione accogliesse la richiesta di Asti di accedere al bando si aprirà l’eventuale discussione politica sull’opportunità di costruire una scuola vicino all’ospedale, zona, ricordiamolo, già al centro di una querelle per via del progetto sul teleriscaldamento che lì vedrebbe sorgere la centrale operativa della rete.

r.s.

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