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Mercato di piazza Alfieri: primo sit in degli ambulanti contro la riduzione dell’orario

Intanto gli operatori hanno raccolto le firme per sfiduciare la Commissione regolarmente eletta, che replica: «Quella petizione non ha alcun valore»

Dopo il corteo e la protesta davanti al municipio, mercoledì pomeriggio gli ambulanti del mercato di Asti hanno animato il primo sit in contro l’orario di lavoro “ristretto”, scattato proprio l’11 gennaio, che li obbliga a sgomberare l’area mercatale entro le 15,30. Gli ambulanti hanno chiuso i banchi alle ore 15, come previsto dalla nuova delibera di Giunta che regolamenta, sempre in via provvisoria, il nuovo orario di vendita, ma sono rimasti fermi al loro posto con i furgoni “occupando” pacificamente la piazza in segno di protesta.

Anche sabato è previsto che, al termine dell’orario di lavoro, gli ambulanti si fermino in piazza per dire no alle modifiche decise dall’amministrazione comunale tra cui ogni eventuale ipotesi di spostamento dei banchi in piazza del Palio. Ma se molti ambulanti hanno protestato contro il sindaco Rasero e l’assessore al Commercio Bovino, chiedendo loro di aprire un tavolo di confronto «serio» da cui partire per definire il futuro del mercato, gli stessi hanno deciso di muoversi anche contro la Commissione Mercatale, eletta pochi mesi fa dopo una votazione tra gli operatori, “sfiduciandola” a suon di firme.

«Più della metà degli operatori del mercato unificato di Asti ha firmato per sfiduciare la Commissione che da oggi non può più parlare a nome degli ambulanti – spiega Giancarlo Nardozzi, presidente nazionale del sindacato G.O.I.A (Gruppo Organizzato Indipendente Ambulanti) e portavoce della protesta – Noi ci siamo, chiediamo al Comune di riconoscerci come interlocutori e di sedersi a un tavolo di concertazione e di confronto, serio, per trovare insieme delle soluzioni».

Sul tavolo di un’eventuale trattativa ci sarebbe l’ennesima modifica all’orario di chiusura del mercato (per gli ambulanti che protestano chiudere alle ore 15 è troppo presto e crea importanti danni economici), una migliore distribuzione dei banchi sull’area mercatale e comunque un secco no al trasloco d’ufficio in piazza del Palio.

«Abbiamo raccolto 2.000 firme contro lo spostamento del mercato in piazza del Palio – continua Nardozzi – e se accadesse significherebbe che l’amministrazione non tiene conto di quello che pensano i suoi stessi cittadini. Se invece intende lavorare in maniera seria, siamo sicuri che un punto di incontro lo si troverà. D’altronde le casette di Natale, i concerti o il Palio di Asti sono tutte manifestazioni che durano per un tempo limitato, quindi è sufficiente rivedere l’impostazione della piazza».

«La raccolta firme per sfiduciarci non è valida»

Ma gli attuali membri della Commissione Mercatale non ci stanno a farsi mettere alla porta da una raccolta firme e sono pronti a ribattere alle accuse mosse dal G.O.I.A.

«Quella raccolta firme non ha alcun valore perché la Commissione è stata eletta con i voti degli ambulanti delle tre piazze e noi non abbiamo nessuna intenzione di dimetterci – replica Raffaela Gigliodoro, portavoce della Commissione composta anche da Cristiano Maschio, Elvio Ferrero, Valerio Zanellato, Salvatore Campisi e Maria Maraventano – Noi continuiamo a essere la Commissione e siamo liberi di poter lavorare nell’interesse di tutti, dal primo all’ultimo in graduatoria. Il Comune, infatti, non riconosce G.O.I.A. che è un sindacato di Torino senza neanche la sede ad Asti. Il nostro mandato durerà fino a quando ci sarà questo assessore al Commercio, o fino alle dimissioni spontanee. La Commissione Mercatale – conclude Gigliodoro – è come il Presidente del Consiglio eletto dagli italiani: non viene sfiduciato da una raccolta firme, anche se decide di togliere il reddito di cittadinanza».

Ironia della sorte, proprio l’attuale Commissione Mercatale, che il Comune identifica come unico interlocutore con cui discutere del progetto di riqualificazione del mercato, è subentrata dopo le elezioni convocate a seguito delle dimissioni della precedente Commissione che a sua volta, con una raccolta firme, venne “sfiduciata” in anticipo rispetto alla scadenza naturale, anche se solo parzialmente.

Intanto martedì prossimo è prevista una nuova clamorosa protesta degli ambulanti di Asti nei modi che saranno ufficializzati nei prossimi giorni.

[foto gallery Billi]

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