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Mobilità sostenibile: restare in movimento, ma con intelligenza e rispettando l’ambiente

Il Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.) e Ambiente Asti chiedono di rivedere tutto il sistema con cui si muovono gli astigiani

La mobilità delle persone deve cambiare e la pandemia è stata uno spartiacque tra un sistema non più sostenibile, come quello prima del Covid-19 e un altro modo di muoversi in città e tra i territori. È partendo da questa constatazione che il Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.) ha accettato di collaborare con la lista Ambiente Asti per organizzare un confronto tra alcuni dei maggiori professionisti ed esperti di mobilità sostenibile. A moderare l’incontro è stato il giornalista Beppe Rovera che ha incalzato gli ospiti nell’indagare quali potrebbero essere le migliori soluzioni da mettere in atto sul territorio cittadino e nel sud Piemonte. Tra i relatori anche l’architetto Giovanni Currado (Mobility Manager e membro del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia della Mobilità piemontese) e Angelo Marinoni, anch’egli esperto di trasporti.

«L’obiettivo dev’essere la riduzione del traffico veicolare privato che deve coincidere con l’aumento dell’offerta del servizio pubblico e il contemporaneo allargamento delle aree riservate ai pedoni e ai ciclisti. – hanno spiegato i due ospiti – Opportunità in tal senso arriverebbero dalla riattivazione delle linee ferroviarie sospese, creando dei collegamenti extraurbani frequenti e stazioni aggiuntive alle porte della città, ad esempio in prossimità del centro commerciale Il Nuovo Borgo oppure nei pressi di corso Ivrea».

Dal confronto è emerso che non si tratterebbe di inventarsi progetti fantasiosi, ma di seguire l’esempio di molte altre città europee, simili ad Asti per popolazione e grandezza, «dove ci sono tratte ferroviarie similari alle nostre nelle quali, con passaggi frequenti, stazioni in ambito urbano e nella prima cintura, muovono numerose persone al giorno sgravando le strade dal traffico». Gaetano Leopardo (segretario provinciale Filt Cgil), ha testimoniato la sua, non facile, esperienza quotidiana di autista dei bus e ha denunciato «la progressiva decadenza del sevizio offerto che si è registrata negli ultimi vent’anni a causa di continui tagli di linee, di chilometri percorsi e della frequenza delle corse oltre alla difficoltà che incontrano i mezzi a muoversi nel traffico cittadino».

Dennis Bejarano (Rete Asti Cambia) è tornata a parlare dell’importanza di proporre «percorsi pedagogici nelle scuole per formare i cittadini di domani e dare informazione alla popolazione per motivare le scelte adottate: così si può accompagnare la transizione a nuovi modi di concepire la città ed i suoi spazi». Asti Cambia di cui sono note le divergenze con l’amministrazione Rasero sul tema delle piste ciclabili; un duro scontro che è culminato nella decisione, da parte del Comune, di sospendere gli incontri del Tavolo per la Mobilità Sostenibile accusando Asti Cambia di non volersi confrontare, ma di voler imporre la sua linea (accuse sempre rimandate al mittente).

L’ingegnere Angelo Porta (vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta), ha invece accennato alla proposta di realizzare «la città dei quindici minuti che prevede di riorganizzare gli spazi urbani in modo che il cittadino possa trovare entro 15 minuti a piedi da casa tutto quello che gli serve per vivere, ampliando la ZTL, realizzando corsie e piste ciclabile e incrementando la rete dei trasporti urbani e suburbani».

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