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Ci salverà il piano del 2000?
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Mobilità urbana, Asti 2014
Ci salverà il piano del 2000?

Asti diventerà una città più ecosostenibile? Si riusciranno a mettere in atto quei grandi progetti di mobilità urbana, risparmio energetico, incentivo delle pratiche virtuose da parte dei cittadini di cui si parla da almeno tre amministrazioni senza aver avuto, ancora oggi, risultati concreti o particolarmente apprezzabili? Di questo si è discusso nell’ultimo Consiglio e l’occasione è stata offerta dall’adozione del “Patto dei sindaci per l’energia sostenibile” approvato con…

Asti diventerà una città più ecosostenibile? Si riusciranno a mettere in atto quei grandi progetti di mobilità urbana, risparmio energetico, incentivo delle pratiche virtuose da parte dei cittadini di cui si parla da almeno tre amministrazioni senza aver avuto, ancora oggi, risultati concreti o particolarmente apprezzabili? Di questo si è discusso nell’ultimo Consiglio e l’occasione è stata offerta dall’adozione del “Patto dei sindaci per l’energia sostenibile” approvato con 20 voti favorevoli e l’astensione di due consiglieri (Coppo, G. Imerito).

Il Patto, impropriamente chiamato “dei sindaci” perché riguarda anche tutta una serie di enti locali e amministrazioni provinciali, ha come obiettivo la riduzione del 20% di emissione di CO2 (anidride carbonica) entro il 2020 aumentando, nel contempo, del 20% il livello di efficienza energetica e di un altrettanto 20% le fonti di energia rinnovabili sul totale del mix energetico. Per ottenere questi risultati e poter avere accesso a finanziamenti europei che prevedono esplicitamente l’adesione dei soggetti richiedenti al patto, viene chiesto ai comuni aderenti di predisporre una serie di interventi strutturali per abbattere le emissioni, sviluppare politiche ambientali sostenibili, fare informazione nelle scuole e rendicontare il tutto ogni due anni, fino al termine dell’iniziativa.

Poiché l’abbattimento delle emissioni non parte dal 2014 ma addirittura dal 2000 l’amministrazione è impegnata a ricostruire lo stato dell’ambiente urbano di 14 anni fa e, un po’ per volta, arrivare a quello attuale evidenziando gli interventi già effettuati in direzione di quanto richiesto dall’accordo.

LE AZIONI GIA’ INTRAPRESE DALL’AMMINISTRAZIONE
Il sindaco Brignolo ha ricordato alcune azioni intraprese dalla sua giunta per adeguarsi agli standard richiesti, come la dismissione di 13 autovetture inquinanti, 5 autocarri leggeri, più altri mezzi obsoleti e l’ammodernamento dei bus dell’Asp con i primi 7 nuovi pullman euro 6 che saliranno a 24 entro i prossimi 3 anni. Inoltre si sta valutando l’estensione degli impianti fotovoltaici sulle scuole cittadine, si porta avanti la digitalizzazione dell’amministrazione per dare agli utenti la possibilità di relazionarsi con gli uffici senza bisogno di muoversi da casa (abbattendo così l’inquinamento delle auto), si sta predisponendo un piano per la sostituzione dell’illuminazione pubblica con nuove luci a led a risparmio energetico, si procederà ad appaltare i lavori per il teleriscaldamento (per il quale ci sarebbe già un progetto preliminare dell’Asp) ma si metterà mano, in tempi più rapidi, alla mobilità urbana «per attuare nel suo insieme – ha detto Brignolo – il Piano del Traffico del 2000 che secondo noi è rimasto adeguato alle esigenze della città». In generale l’amministrazione ha annunciato di voler estendere, in parte, la ZTL del centro storico creando nuove zone a fascia oraria che si attiverebbero solo in determinati momenti della giornata, dirottando il traffico maggiore sul famoso anello esterno che interessa corso Torino, viale partigiani, corso don Minzoni, corso Gramsci, corso Savona. «Stiamo ragionando con Asp di realizzare dei parcheggi all’ingresso della città – ha poi spiegato il sindaco – senza spendere soldi in strutture e quindi senza fare investimenti ma dando la possibilità a chi parcheggerà la macchina di farlo gratuitamente e di poter viaggiare gratis, sui bus, tutto il giorno».

I PARCHEGGI SCAMBIATORI
Queste nuove aree di sosta sono state identificate davanti a Fava e Scarzella (corso Savona), davanti al Red & Black (corso Torino), al deposito Asp di Valbella (corso Ivrea), al capolinea del 3 (corso Alessandria) ma ce ne sarebbe un’altra in corso Casale sebbene per ora non sarebbe stato individuato il punto adatto per farla. Altre idee legate per abbattere le emissioni di CO2 riguardano la chiusura al sabato di tutte le scuole comunali (ipotesi, a dire il vero, molto complessa da attuare) e in futuro più lontano la creazione di un capannone, in centro città, per lo stoccaggio di tutte le merci che verrebbero consegnate ai destinatari, attività del centro storico, solo da mezzi ecologici. Su tutto questo rimarrebbe aperta la partita del collegamento sud ovest della strada lungo Borbore alternativa alla nuova tangenziale di cui l’amministrazione spera si possa fare carico la società Asti-Cuneo.

LE CRITICHE DI PENSABENEE LE SPERANZE DI VOGLINO
A sollevare molte perplessità sull’operato della giunta rispetto agli obblighi imposti dal Patto dei Sindaci è stato Giovanni Pensabene (FdS) che aveva suggerito per primo alla giunta di aderire al patto. «La direzione seguita fino ad oggi dall’amministrazione è opposta alle dichiarazioni fatte se si pensa al taglio dei chilometri nel trasporto pubblico – ha commentato il consigliere di minoranza – Avete tagliato così tanti chilometri e avete ristretto il servizio che ad Asti si ricorre agli automezzi privati più di prima creando problemi di traffico e inquinamento». Pensabene ha sollevato dubbi sulla scelta fatta dall’amministrazione di acquistare i bus Euro 6 anziché quelli a metano e ricordato che il Piano della viabilità del 2000 prevedeva piste ciclabili «di cui non si parla più» per non dimenticare i parcheggi scambiatori «di cui si era già discusso con Asp 4 anni fa e su cui adesso andiamo a discutere prendendo nuovamente tempo». Per il consigliere di FdS il patto deve prevedere politiche e scelte condivide con i cittadini, discusse attraverso la partecipazione allargata, un po’ com’era successo con l’esperienza di Agenda 21.
Per il capogruppo del PD Vittorio Voglino «la pratica è molto importante e tutt’altro che un atto formale perché andiamo a migliorare la vita dei cittadini e la vivibilità. Mi chiedo – ha aggiunto – se siamo ancora in tempo. In questo periodo abbiamo corso (il riferimento è alla società ndr) talmente veloci che forse è indispensabile fermarsi un attimo in modo che la nostra coscienza ci raggiunga. Chiedo che in questo piano di azione sia previsto il coinvolgimento delle scuole e che si costruiscano insieme, dal basso, comportamenti virtuosi volti al risparmio energetico».

BOSIA: «SIAMO ANCORA FERMI ALLA CAMPAGNA ELETTORALE»
Il consigliere di maggioranza Anna Bosia (Uniti per Asti) non ha risparmiato critiche all’amministrazione confermando, ancora una volta, di essere molto delusa dai primi 2 anni della giunta Brignolo. «Sono passati 2 anni e siamo ancora fermi al manifesto della campagna elettorale. Quando si dice di promuovere la mobilità sostenibile io, su questo documento, ho fatto un cerchietto intorno alle parole “si sta lavorando”, “si sta perseguendo”, “si sta studiando” “si sta altresì approntando”, “si sta predisponendo”, ne ho fatti tantissimi di quei cerchietti, tantissimi. Avrei voluto che in questo documento si dicesse che abbiamo provato a fare una cosa, a fare un esperimento, invece non c’è. Avrei voluto che in questi 2 anni l’Asp avesse fatto qualcosa per incrementare la propria attività e fare utili da investire nei trasporti. Bisogna mettere in piedi – ha aggiunto il consigliere – qualcosa di concreto, basta dire, basta parlare, bisogna fare le cose». Bosia ha quindi ricordato il tentativo di pedonalizzare corso Dante etichettandolo come disastroso. «La pedonalizzazione è stata gestita malissimo che peggio non si poteva gestire – ha aggiunto – anche perché non c’è stata un’azione coordinata della giunta, non si può lavorare ognuno per i fatti suoi e ci vuole un filo conduttore».
Marcello Coppo (Fratelli d’Italia) ha liquidato parte dei progetti come «pura demagogia», in particolare ciò che riguarda la funzionalità dei parcheggi scambiatori, ma ha suggerito all’amministrazione di «predisporre pannelli informativi che diano l’idea di quanto costa e quanto tempo si impiega per muoversi dalla periferia al centro città usando l’auto, la bicicletta o andando a piedi. Magari questo potrebbe aiutare a far cambiare la mentalità permettendo ai cittadini di farsi due conti in tasca». Alle perplessità mosse dai consiglieri sulle tempistiche del teleriscaldamento, per molti un progetto non realizzabile nel breve termine, il sindaco ha ricordato le fasi salienti dello studio di fattibilità e di coinvolgimento dei soci privati all’interno di Asp che, prima disinteressati all’iniziativa, avrebbero oggi dimostrato di poter essere interessati (l’investimento si aggira tra 50 e 80 milioni).

LA CONSEGNA DEL PINOCCHIO
Nota di colore ai margini della serata è stata la consegna al sindaco, da parte del consigliere Angela Quaglia (Forza Italia), di un piccolo Pinocchio in merito alle sue dichiarazioni sul caso Palasport e, in particolare, sui soldi che l’ex amministrazione Galvagno avrebbe dirottato dal progetto della palestra di piazza d’Armi al porfido. «Sul Palasport la bugia era clamorosa quando ha detto che la giunta precedente avrebbe utilizzato i soldi del Palasport per fare i porfidi. E’ una bugia talmente grossa che non sta né in cielo né in terra. Al Pinocchio ci può mettere le chiavi dell’ufficio così, quando lo vede, si ricorda che non deve dirne troppe perché qualcuno gliele conta». Il sindaco ha ritirato il regalo non commentando ulteriormente sul caso.

Riccardo Santagati

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