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Moncalvo: riportato alla vita uno storico “infernot”

Si trova sotto uno dei più significativi edifici settecenteschi della cittadina aleramica: Palazzo Tadini in via Gabriele Capello

A Moncalvo torna al suo splendore uno storico Infernot

Un tesoro nascosto, dall’antico sapore popolare. Così si presenta, dopo alcuni mesi di lavoro e ristrutturazione, un storico ‘infernot’ che è stato riportato al vecchio splendore in pieno centro a Moncalvo. Si trova sotto uno dei più significativi edifici settecenteschi della cittadina aleramica: Palazzo Tadini in via Gabriele Capello.

Una piccola camera sotterranea, scavata nella pietra da cantoni, senza luce e aerazione, come la tradizione di queste grotte ipogee vuole. A rendere ancora più bello e affascinante questo luogo, un caratteristico atrio in mattoni antichi in cotto chiaro e rosso. Una stanza di modeste dimensioni ma dalla elevata altezza che si conclude con una particolare volta a botte.

Lungo le pareti sono situate delle nicchie, scavate nella roccia viva, che allargano la percezione dello spazio e, con ogni probabilità, servivano per usi pratici per riporre vettovaglie. Queste cantine sotterranee sono nate, infatti, con una precisa funzione: conservare le bottiglie migliori o le vivande durante l’estate, sfruttandone la naturale frescura. Un’interessante opera di recupero portata avanti dai nuovi proprietari del locale, Vincenzo Guidolin e Laura De Luca.

Dallo scorso anno, quando hanno deciso di acquistare questo spazio, si sono adoperati per ricreare le condizioni originarie: «Appena ho visto questa cantina sotterranea – dice Guidolin – me ne sono subito innamorato. Grazie ad alcuni amici siamo riusciti a liberarla e, con piccoli lavori in economia, l’abbiamo fatta tornare come doveva apparire tanti anni fa».

L’Infernot del Cardinale

Significativo anche il nome scelto: Infernot del Cardinale. Infatti, l’edificio, nel quale è ubicato l’infernotto, apparteneva al cardinale Placido Maria Tadini dove nacque l’11 ottobre 1759. Diventato prima vescovo di Biella e, poi, arcivescovo di Genova, gli venne consegnata la berretta cardinalizia da Papa Gregorio XVI nel concistoro del 6 aprile 1835.

Attualmente, degli antichi arredi dell’abitazione, è ancora visibile il lavabo originale della cappella privata del Cardinale Tadini, esposto nell’ingresso del palazzo. La casa è situata nella storica via Gabriele Capello, in pieno centro abitato, dove si trovano altri edifici di pregio come il campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate che ancora riporta sull’architrave della porta d’accesso la data del 1719, anno di costruzione. La strada, come chiedono gli abitanti della zona, avrebbe urgente bisogno di essere riqualificata a partire da una nuova pavimentazione e nuovi arredi urbani che valorizzino ancor di più questo bell’angolo di paese.

«Solo così – dicono alcuni residenti – noi potremmo pensare di ristrutturare le nostre abitazioni, a partire dalle facciate. Senza un progetto complessivo, però, è impossibile».

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