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Montechiaro, ambizioni di rilievo per il Palio 2019

La poltrona di Roberto Fava, in carica dal marzo 2016, congedatosi con il raggiungimento della finale e la conquista di un brillante sesto posto nel 2018, è ora occupata da Renzo Rebaudengo (figlio d’arte, il padre Gian Marco fu lo storico Rettore del trionfo biancoceleste nel 1981)

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Aria nuova in casa montechiarese! Il riferimento è rivolto al Comitato Palio, che dallo scorso 8 novembre ha cambiato conduzione.
La poltrona di Roberto Fava, in carica dal marzo 2016, congedatosi con il raggiungimento della finale e la conquista di un brillante sesto posto nel 2018, è ora occupata da Renzo Rebaudengo (figlio d’arte, il padre, Gian Marco fu lo storico Rettore del trionfo biancoceleste nel 1981, n.d.r.). Il nuovo massimo esponente del Comitato montechiarese è stato prima tamburino biancoceleste, sul finire degli anni settanta, e poi sbandieratore nei primi anni ottanta. In seguito ha fatto parte più volte della commissione corsa.

Gruppo compatto

Renzo Rebaudengo è inoltre il genero di Renzo Razzano, scomparso l’anno passato, altra importante figura nella storia paliesca montechiarese.
Rebaudengo si è circondato di personaggi fidati e amanti della manifestazione, diversi dei quali con alle spalle precedenti esperienze in ambito paliesco.
Tra questi Salvatore Brancato, il quale, pur non facendo parte del Direttivo, è uno dei responsabili della commissione corsa insieme a Gianluca Pavia.

Salvatore Brancato: “Fantino? Stiamo percorrendo diverse strade”

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, chiedendogli che cosa ci fosse di vero nelle voci che davano per concluso l’accordo tra il Comitato montechiarese e Gavino Sanna.
«E’ giusto sostenere – afferma Brancato – che al momento si tratta soltanto di voci. In particolare Gianluca (Pavia, n.d.r.), ha contattato Gavino Sanna, ma, tra un sondaggio per verificare la sua disponibilità a vestire i nostri colori e il dare per conclusa la trattativa direi che c’è una bella differenza. Gianluca, come detto, ha sentito Sanna un paio di giorni fa, ma la situazione è ancora in fase di stallo.»

Gavino Sanna in pole

Gavino resta comunque in pole per montare a Montechiaro?
«Ci siamo mossi in diverse direzioni, non abbiamo certo dormito. Sanna è uno dei papabili, ma abbiamo sentito anche altri fantini. Ci sono alcune possibili strade che stiamo percorrendo per arrivare ad assicurarci una monta di assoluta affidabilità. Anche gli altri Comuni si stanno attrezzando al meglio in vista del prossimo settembre. Non dimentichiamo che chi si aggiudicherà la corsa finirà sull’albo d’oro della manifestazione ed il Drappo conquistato avrà la stessa valenza di quello che si contenderanno i 14 Borghi e Rioni cittadini. Riguardo ai fantini già ingaggiati, vale a dire Fais a Castell’Alfero, Arri a Moncalvo, Cersosimo a Nizza, con due finali negli ultimi due anni, e Chiavassa a Baldichieri sono monte di primissimo piano.»

Opzione Chessa

L’opzione relativa ad una conferma di Chessa viene pertanto a cadere?
«La teniamo in considerazione. Chessa si è reso protagonista nel 2018 di un grande Palio, regalandoci la finale dopo anni in cui avevamo fallito l’obiettivo. Un aspetto questo di cui è impossibile non tenere conto.»
Ambizioni elevate quindi le vostre?
«Molto elevate. Andremo in Piazza Alfieri puntando al traguardo massimo. Non avremo lo scoglio delle batterie da superare: in tre giri ci si giocherà tutto – conclude Salvatore Brancato – e Montechiaro vuole essere protagonista.»
Parole chiare, decise, che lasciano intendere la determinazione che animerà in questo 2019 il Comitato montechiarese.

Bis 38 anni dopo con un altro Rebaudengo?

Una considerazione sorge spontanea e testimonia quanto grande sia la volontà biancoceleste di ben figurare.
E cioè l’aver aperto un canale di trattativa con Gavino Sanna, fantino emergente nel panorama paliesco nazionale con alle spalle trionfi a Fucecchio su Tiepolo e a Legnano sul formidabile Genarmoly la dice lunga sugli obiettivi, meglio ancora sull’obiettivo, che Montechiaro intende raggiungere.
Da Rebaudengo a Rebaudengo: Gian Marco vinse nel 1981, trentotto anni dopo il bis è nel mirino del figlio Renzo. I presupposti paiono davvero esserci tutti!

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