Durante l’omelia, il sacerdote ha ricordato il significato dello stemma comunale e ha invitato la comunità a coltivare valori fondamentali come la pazienza, la collaborazione e la carità cristiana. Le cinque parrocchie della zona hanno partecipato con iniziative speciali, tra cui la veglia pasquale ospitata a Montechiaro, che si svolge a rotazione ogni cinque anni. Molti giovani hanno preso parte al Giubileo della Gioventù a Roma, mentre la camminata delle cinque parrocchie e la proclamazione della chiesa di Santa Caterina come chiesa giubilare hanno rappresentato momenti di grande valore spirituale.
Il sindaco di Montechiaro, Maurizio Marcanzin ha ringraziato in particolare don Emanuele. Nel suo intervento, ha sottolineato il valore della memoria storica, ricordando Montechiaro come un centro abitato di rilevanza fin dal XIII secolo. Ha evidenziato l’importanza di tramandare le tradizioni e ha sottolineato che il futuro del paese dipende dalla valorizzazione del patrimonio locale e dalla creazione di opportunità per i giovani. Terminata la parte religiosa e istituzionale, i festeggiamenti sono proseguiti con una mostra documentaria allestita davanti all’ex scuola elementare. L’esposizione, curata dal consigliere comunale Gianluca Rebaudengo, ha offerto uno spaccato storico attraverso documenti d’epoca. A seguire, la studentessa universitaria Carlotta Rocatti ha tenuto una lectio magistralis sul Codex Montechiarensis. La giornata si è conclusa con un rinfresco organizzato dalla Pro Loco, suggellando un evento memorabile per tutta la comunità, che segna un traguardo importantissimo per la propria storia. Questa celebrazione è stata un’occasione per guardare al passato con orgoglio e costruire un futuro condiviso nel segno dell’identità e della coesione sociale.