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Proposta della Cotto per l'Astigiano
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«Muore la Provincia, nasca il Comitato»
Proposta della Cotto per l'Astigiano

Evitare l’abbandono del territorio sembra essere il concetto chiave dell’idea che l'ex consigliere provinciale ha lanciato in questi giorni e che già ha già raccolto qualche consenso. Per accompagnare questa fase di transizione si deve dar vita ad un Comitato formato dai componenti dell’ex consiglio, da dipendenti provinciali, sindaci, sindacalisti e personaggi della società civile. Presidente il primo cittadino di Asti e come sede il Municipio. Obiettivo: dare forza al nostro territorio…

“Buon lavoro commissario! Il territorio astigiano necessita di attenzione, non di abbandono”. Questo è l’augurio che l’ex consigliere provinciale Mariangela Cotto ha rivolto, tramite il suo profilo Facebook, al commissario prefettizio Alberto Ardia, nominato nella tarda serata di martedì scorso per la provvisoria amministrazione della Provincia di Asti.
Evitare l’abbandono del territorio sembra essere il concetto chiave alla base dell’idea che la signora di San Marzanotto ha lanciato in questi giorni e che già ha già raccolto qualche consenso.

«Per accompagnare questa fase di transizione si deve dar vita ad un Comitato formato non solo dai componenti dell’ex consiglio ma anche da dipendenti provinciali, sindaci, sindacalisti e personaggi della società civile. Questo Comitato dovrà avere come Presidente il primo cittadino di Asti e come sua sede il Municipio e deve porsi l’obiettivo di dare forza al nostro territorio. Nel corso dell’ultimo Consiglio Provinciale ho già raccolto le adesioni convinte di Roberto Peretti e Sergio Perazzo del Pd e di Alessandro Valenzano di Sel. Anche il sindaco Brignolo si è mostrato favorevole a lavorare insieme e mi auguro che la proposta raccolga altri aderenti».

Un comitato che nasce in modo spontaneo e che vuole essere inclusivo coinvolgendo soprattutto quegli amministratori locali che, ci spiega Cotto, «si rifiutano di abbandonare il territorio in una fase così delicata e credono sia necessario tenere i riflettori accesi su Asti». A livello operativo l’organismo dovrà dialogare e rapportarsi in primo luogo con il commissario prefettizio che, ritrovandosi catapultato ad Asti, ha bisogno di interlocutori locali preparati e determinati dato che al dottor Ardia sono stati attribuiti i poteri del Presidente, della Giunta e del Consiglio provinciale.
E poi, ci si dovrà confrontare con la Provincia di Alessandria e con la Regione per delineare il futuro dei nuovi “enti di secondo livello” e, soprattutto, la collocazione lavorativa dei dipendenti.

Da Mariangela Cotto giungono critiche sull’incertezza normativa che sta accompagnando queste settimane: «E’ vergognoso – ci confida – che i cittadini vengano lasciati nella confusione. A tutt’oggi non sappiamo quali funzioni e quali competenze verranno trasferite dalla Provincia ad altre istituzioni e comprendo perfettamente la preoccupazione che alberga negli animi dei dipendenti che ancora non sanno se rimarranno negli uffici di piazza Alfieri o verranno ricollocati ad Alessandria oppure in Regione. Per questo motivo il Comitato dovrà ragionare prioritariamente sul loro futuro professionale e sulle varie ipotesi che andranno a delinearsi».

Al Comitato aderirà anche l’ex presidente Maria Teresa Armosino?
«Non credo che lei sia interessata a farne parte – ci risponde Cotto – ma ha comunque già dichiarato che difenderà il territorio nel suo incarico parlamentare. E in questa fase è necessario il forte impegno di ognuno secondo il proprio ruolo, a tutti i livelli».
E questo comitato tornerà utile, visto che mercoledì mattina il Parlamento ha bocciato la richiesta di deroga inotrata dalla Regione Piemonte, decretando definitivamente l’accorpamento della provincia di Asti con quella di Alessandria. Il percorso era già scritto. Nulla ha potuto il documento regionale contro quel decreto Monti che prevedeva di accorpare tutte quelle Province che non rispondevano a determinati parametri. Asti, purtroppo non aveva vie d’uscita e così è stato.

Bartolo Gabbio