Nel Comune di Astici sono 1.786 alloggi vuoti
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Nel Comune di Asti
ci sono 1.786 alloggi vuoti

Sono 1.786 gli alloggi vuoti nel Comune di Asti. E’ uno dei dati riportati nell’indagine conoscitiva sul patrimonio immobiliare esistente sul territorio comunale, ricerca che gli uffici hanno

Sono 1.786 gli alloggi vuoti nel Comune di Asti. E’ uno dei dati riportati nell’indagine conoscitiva sul patrimonio immobiliare esistente sul territorio comunale, ricerca che gli uffici hanno recentemente concluso pubblicando quanto scoperto in un dossier disponibile anche on line sul sito comune.asti.it
L’indagine è partita da una mozione dei consiglieri comunali Pensabene (Federazione della Sinistra) Zangirolami e Giargia (Movimento 5 Stelle) poi approvata dal Consiglio comunale il 3 luglio 2012. Nel documento si chiedeva di quantificare, attraverso il censimento degli immobili sfitti o inutilizzati, la potenzialità urbanistica non utilizzata su suolo comunale anche in risposta alla grave emergenza abitativa che insiste sulla città. Gli uffici hanno recepito le indicazioni del Consiglio ma hanno fatto un lavoro molto più scrupoloso, sposando quanto richiesto dall’indagine conoscitiva elaborata dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.

Se 1.786 sono gli alloggi vuoti non meno significativo è il dato che riguarda gli immobili vuoti non residenziali, 1.422 unità, per un totale di 3.208 immobili. «Dal censimento risulta che ad Asti è sfitto il 4,28% del patrimonio abitativo – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Davide Arri illustrando il dossier con il presidente della commissione Filippo Cornero affiancato da due dei tre tecnici del pool che si è occupato di incrociare i dati (si tratta dell’architetto Marco Montrucchio, del dottor Domenico Costa e del funzionario Anna Massetti) – Ma andiamo meglio di Alba che invece ha poco più del 5% degli immobili non occupati». Prevalentemente gli immobili vuoti do Asti si trovano in centro ma anche in alcune frazioni, come nel caso di San Marzanotto. Il dossier del Comune è però uno strumento utilissimo per analizzare lo stato urbanistico della città e avviare una pianificazione per i prossimi interventi non solo urbanistici ma anche relativi al Piano commerciale e a quello della Viabilità. Emerge infatti una significativa crescita della popolazione passata dai 76.978 abitanti al 31 dicembre 2011 ai 77.438 residenti del 16 ottobre scorso.

In totale le famiglie residenti sono 35.001 mentre solo il 15% del territorio è urbanizzato (o urbanizzabile) rispetto all’85,34% identificato come agricolo. Per quanto riguarda le unità immobiliari presenti sul territorio e di qualsivoglia destinazione il censimento ne conta 49.598 di cui 42.810 residenziali e 6.788 non residenziali. Tra quelle residenziali è stato calcolato il numero degli alloggi vuoti, come ricordato 1.786 unità, «partendo dal numero degli immobili del catasto da cui si è sottratto il numero di appartamenti/case in cui risiedono una o più famiglie, dato ricavato dalla banca dati dell’anagrafe».  In totale sono 41.775 le unità immobiliari abitative presenti nel Comune di Asti di cui occupate 33.360. Altro dato significativo è quello che riguarda il numero di edifici presenti sul territorio di proprietà comunale o di altri enti pubblici. Si scopre così che il Comune di Asti è proprietario di 972 immobili mentre altri 2.224 unità immobiliari sono riconducibili ad altre pubbliche amministrazioni per un totale di 3.196 edifici.

Per redigere il dossier il pool ha messo in relazione dati dalle fonti più diverse e non senza difficoltà. Oltre al Piano regolatore del Comune è stata usata la banca dati dell’Agenzia del Territorio (ex Catasto), il Siatel (Sistema Interscambio Anagrafe Tributarie Enti Locali), la banca dati della TIA (Tariffa Igiene Ambientale), il database fornito su software Apsystems per gli applicativi del Comune di Asti, i dati provenienti dal Censimento della popolazione del 2011 e gli archivi dei vari settori comunali.«Questo documento non è un punto di arrivo ma di partenza – ha poi detto Cornero – E’ un lavoro serio non per dare risposte demagogiche ma per avviare una pianificazione cittadina collegandosi, inoltre, al progetto di Smart Cities di cui Asti ha avuto finanziati 2 progetti su 4 presentati a livello nazionale».

Riccardo Santagati

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