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Attualità
Realizzazione di grande pregio

Nella chiesa della frazione Cocconito un presepe lungo tre secoli

Si tratta di tre gruppi di sculture in legno, riconducibili a tre diversi periodi e ad altrettante distinte scuole di intagliatori
Prosegue fino al 6 gennaio nel salone comunale, la mostra “Presepi d’autore”. Tra le tante attrattive, l’antico e pregevole presepe della chiesa di San Bartolomeo di Cocconito, scenograficamente allestito.

Si tratta di tre gruppi di sculture in legno, riconducibili a tre diversi periodi e ad altrettante distinte scuole di intagliatori. Il gruppo della Natività, così come tutte le statue appartenenti al presepe settecentesco, è sicuramente di scuola napoletana: i minuti dettagli dei volti di San Giuseppe e della Madonna, l’estrema cura nella realizzazione del Bambinello, i drappeggi degli abiti e la postura richiamano a un maestro intagliatore partenopeo.

Anche nelle statue dei Magi a cavallo emerge la grande attenzione per i particolari e una colorazione molto ricca e dettagliata. Altre statue di questo presepe sono degne di nota come gli zampognari e il Pastore della meraviglia; la venditrice di pane, simbolo di abbondanza terrena e di prosperità per colui che la riceve, ha la curiosa caratteristica, per una statua che si presume essere stata creata da un artigiano partenopeo, di tenere in mano la biova o rosetta, tipica forma di pane del territorio piemontese. Una particolarità molto interessante è la “pecora incaprettata”, che rappresenta l’anima del defunto, condannata alla dannazione eterna.

Di fattura più artigianale è il presepe ottocentesco, composto da numerose statue intagliate in modo piuttosto semplice, ma non per questo prive di un certo qual valore artistico. Potrebbe essere opera di uno scultore delle valli montane piemontesi e acquistato in un secondo tempo per ovviare alla mancanza di personaggi di quello settecentesco. Nove statue rappresentano pastori ripresi in atteggiamento orante, altre cinque sono invece raffigurate nell’atto di offrire doni: un piccolo cinghiale, un’anfora di vino, un cesto colmo di ortaggi, un canestro di frutta, alcune forme di formaggio. Due statue raffigurano i guardiani delle greggi e le rimanenti pastori in muta ammirazione di fronte al bambinello. Anche in questo presepe, con il tempo, molti pezzi sono andati perduti, ad esempio il gruppo della Natività e i Re Magi, del cui corteo si conservano solo i tre dromedari.

Decisamente più rozzi sono i legni, risalenti ai primi decenni del Novecento, che rappresentano alcuni animali (due cavalli, cinque pecore e il bue), scolpiti con molta approssimazione, tanto da poterli attribuire con buona probabilità a un ignoto intagliatore locale, dotato di tanta buona volontà ma di scarsa manualità e senso artistico. Considerato che di questo presepe non è stato rinvenuto alcun personaggio, si può ipotizzare che queste miniature siano state fatte realizzare per colmare la mancanza di animali nei presepi più antichi.

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