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Nervi, l’ALFA e la storia dei Capannoni del Sale

Prosegue la mostra, al Michelerio di Asti, che racconta la storia dell'area industriale ALFA di Tortona e dei Capannoni del Sale progettati da Pier Luigi Nervi

Al Michelerio, durante l’A.S.T.I. Fest, la mostra che racconta la storia della zona ALFA

Per tutta la durata dell’A.S.T.I Fest – Festival di Architettura Astigiano sarà possibile visitare l’interessante mostra, allestita al Palazzo del Michelerio (nei locali attigui al Museo Paleontologico) dedicata alla storia della zona industriale ALFA di Tortona. Si tratta di un percorso espositivo, composto da 21 fotografie, 9 pannelli informativi e storici, 4 disegni e progetti originali del complesso e un modellino in scala, stampato in 3D dalla 3D Proservice di Tortona, che racconta il cuore industriale della città alessandrina e della sua zona ALFA.

E’ proprio l’Anonima Ligure Forniture Acciaio a creare il polo industriale, nel 1907, che avrà vari cambi di destinazione: in un primo tempo per la lavorazione dell’acciaio, poi, dopo essere stato bombardato durante la seconda guerra mondiale, per diventare uno dei magazzini più grandi per il deposito dei tabacchi per conto dei Monopoli e quindi polo destinato alla lavorazione del sale. Oggi l’area industriale ALFA, che si estende su quasi 100 mila metri quadrati, è un “non luogo”, un esempio di archeologia industriale, nei pressi della stazione ferroviaria. Un sito che attende di essere riportato in vita non solo per preservare ciò che è stato e che ha rappresentato per la storia di Tortona, ma soprattutto perché conserva al suo interno due esempi di architettura industriale di straordinaria importanza progettati dall’ing. Pier Luigi Nervi (1891-1979).

I Capannoni del Sale di Pier Luigi Nervi

Quest’ultimo è annoverato tra i più grandi ingegneri e visionari del secolo scorso precursore dell’uso del cemento armato e che ci ha lasciato alcuni edifici simbolo come l’Aula Paolo VI in Vaticano, usata per le udienze del Papa, il Salone per Torino Esposizioni (collaborò alla realizzazione del progetto insieme a Ettore Sottsass senior), il Pirellone di Milano, ma anche l’innovativa (per quei tempi) Cattedrale Saint Mary di San Francisco.

A Tortona, Pier Luigi Nervi progetta, nel 1950, i Capannoni del Sale: si tratta di due strutture gemelle, lunghe quasi cento metri e alte quindici, utilizzate fino agli anni 2000, poi dismesse e abbandonate tanto da essere oggetto dell’interesse di moltissimi fotografi specializzati nel raccontare gli ex luoghi, veri e propri “relitti dell’architettura”.

I Capannoni del Sale sono diventati, così, un simbolo per Tortona, ma soprattutto sono un capolavoro ingegneristico e architettonico conosciuto in tutto il mondo tanto da convincere diversi cittadini, legati all’area ALFA, a dare vita a un Comitato per la preservazione e la tutela del patrimonio architettonico presente del sito, soprattutto delle opere di Nervi.

Tortona e Asti unite dall’archeologia urbana

La mostra, che è stata inaugurata di recente ad Asti dopo essere stata esposta a Tortona, merita di essere visitata non solo perché racconta una storia interessante che non tutti conoscono, ma perché rappresenta una “narrazione” che potrebbe essere quella della realtà astigiana dove ci sono esempi di archeologie industriali ed edifici dismessi come l’area ALFA: la Way Assauto in primis, passando per i vari contenitori vuoti che attendono di essere riportati alla vita. In qualche modo sono “storie” per certi versi simili all’ALFA di Tortona. Far conoscere, raccontare e proporre alternative per la loro rinascita è una missione che possono avere i cittadini tanto quanto le amministrazioni locali, ma se sull’area ALFA qualcosa sembra muoversi (in ogni caso i Capannoni del Sale dovranno essere preservati dopo le bonifiche del caso), ad Asti non si vedono, ancora, spiragli per recuperare i suoi pezzi di archeologia urbana.

Organizzatori della mostra, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Asti, sono il Comune di Tortona, l’architetto Roberto Gabatelli (curatore), l’architetto Federica Stella (vice presidente dell’Opera Capannoni del Sale presieduta dall’ing. Dario Canciani) e i fotografi Gianluca Giordano e Massimiliano Dorigo. La mostra, ad accesso gratuito, può essere visitata durante l’apertura del Museo Paleontologico di Asti: da lunedì a venerdì 11 – 17; sabato, domenica e festivi 11 – 18.

Per contattare il Comitato “Capannoni del Sale” è possibile mandare una mail a capannonidelsale@gmail.com.

(foto http://ilgiornaledellarchitettura.com)

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