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Niente multe a chi si reca negli autolavaggi: ecco perché

Lavare l’auto, anche durante i giorni di lockdown, si può fare e nessuno può essere multato per questo: a confermarlo anche la Prefettura di Asti

Non si multa chi si reca all’autolavaggio

Lavare l’auto, anche durante i giorni di lockdown, si può fare e nessuno può essere multato per questo. E’ durata diversi giorni la querelle interpretativa sull’uso degli autolavaggi in queste settimane di chiusura forzata delle attività. In diverse zone d’Italia sono fioccate multe per i presunti “trasgressori” che, a questo punto a ragione, avevano deciso di utilizzare gli impianti degli autolavaggi, specie self service. A mettere la parola fine a ogni fraintendimento, autorizzando l’uso degli stessi, è stata la Prefettura di Asti cui si sono rivolte diverse associazioni del settore.

Il dubbio posto alla Prefettura è stato quello se riconoscere come autorizzati gli impianti raggruppati sotto il codice Ateco 45.2, come previsto dal DPCM del 10 aprile scorso, e come far sì che i clienti non fossero più multati utilizzando un impianto regolarmente aperto. Poiché la multa si aggira sui 400 euro va da sé che aver risolto questo giallo abbia evitato importanti esborsi a cittadini, professionisti o operatori che usano i mezzi privati con frequenza quotidiana.

A presentare ricorso sono stati l’Associazione Lavaggisti Italiani – ALI, Federlavaggi e altre associazioni di categoria e la risposta del vice prefetto Sirico è stata esattamente ciò che auspicavano.

L’interpretazione della Prefettura di Asti

“Tale attività è certamente consentita – scrive il vice prefetto – Secondo l’interpretazione più corretta, le attività raggruppate con il codice Ateco 45.2 sono consentite in quanto necessarie ad assicurare un servizio di assistenza a chi deve spostarsi per lavoro o altre necessità, per cui chi si sposta per esigenze lavorative autocertificate, quindi tassisti, operatori sanitari, lavoratori in genere deve poter lavare l’auto. L’esigenza di pulizia dell’autoveicolo, tuttavia, può derivare, in astratto, anche da un uso del veicolo non correlato con le attività di lavoro, come nel caso di spostamenti per motivi di salute, per approvvigionarsi di generi alimentari o di altri beni di prima necessità. In tali casi non può essere negata la possibilità di igienizzare il proprio veicolo, tanto più in considerazione del fatto che la pulizia del veicolo, specie delle parti interne, nel rispetto dei protocolli di sicurezza degli operatori, non può che contenere la diffusione di agenti patogeni”.

«Sono contento che la Prefettura abbia accolto le nostre ragioni – commenta Giovanni Di Carlo, titolare dell’autolavaggio Giada di Asti che per primo ha chiesto l’intervento del prefetto – e lo sono ancora di più per i clienti che rischiavano una multa molto salata. A quanto mi risulta solo ad Asti abbiamo chiesto alla Prefettura di darci un’interpretazione alla norma che, comunque, ora vale per tutta Italia».

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