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Polo sanitario

Nizza: «Il nuovo ospedale sarà completato con sei mesi d’anticipo»

Aggiornamenti positivi dopo il sopralluogo al cantiere dei Boidi con le autorità regionali
La città del “Campanòn” come secondo polo sanitario della provincia dopo Asti. Questa la prospettiva per Nizza al completamento, atteso per il 2026, del nuovo presidio “Valle Belbo” secondo il sindaco Simone Nosenzo. «Quello che ho apprezzato in questi giorni, nella conferenza dei sindaci dell’Asl Asti, è l’ottica sempre più provinciale delle politiche – riflette – Si parla per la nuova struttura di attività ospedaliera mista a medicina territoriale, a cui si sommerà quando già presente alla Casa della Salute, in rete con il Cardinal Massaia e le “case di comunità”».

Parte della conferenza dei sindaci anche il nuovo sopralluogo al cantiere in regione Boidi con l’impresa costruttrice, la dirigenza sanitaria e per la Regione gli assessori Luigi Icardi, Marco Gabusi e il vicepresidente Fabio Carosso. Il precedente incontro “sul campo” era stato a dicembre, e da allora si è fatto notare il procedere dell’opera: completate le tramezzature in cartongesso, le intonacature e le finestrature interne, da luglio si passa all’impiantistica e alla posa dei serramenti esterni. «Tra il 2025 e l’inizio del 2026 verranno posati i pavimenti, le finestre interne e le coperture» chiariscono dall’Asl.

Il sopralluogo si è concluso anche con una notizia significativa per quanto riguarda le tempistiche di completamento, come segnalato da Nosenzo: «Non solo la dirigenza ha confermato il pieno rispetto del cronoprogramma, ma anche un probabile accorciamento nei tempi». Quale la nuova ipotesi? «Se originariamente era stato indicata la consegna dei lavori alla fine del 2026, ora è attesa nel primo semestre dello stesso anno». Soddisfatto, quindi? «Sì, perché passiamo dal timore di una cattedrale nel deserto alla certezza della fine lavori». Nosenzo segnala inoltre di aver ricevuto il neonato comitato Art. 32, che ha presentato alcune indicazioni e proposte a tema sanitario, da lui prontamente condivise con l’Asl Asti: «Senz’altro da valutare e approfondire i contenuti del “Valle Belbo” e del S. Spirito».

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