La situazione di Corso Acqui non è delle più rosee. Tante sono state le chiusure di piccole imprese negli ultimi anni, specialmente nella ripresa post-covid. In particolare un post su Facebook sull’annuncio della chiusura della Bottega Marinara, nota ai più come Crios, ha aperto un vivace dibattito.
Tanti infatti hanno denunciato una situazione per cui il commercio a Nizza sta morendo. Altri invece vedono segnali di ripresa, anche se per alcune attività, come il Crios, era evidentemente troppo tardi. Eppure la situazione della Bottega Marinara è piuttosto singolare. Il marchio infatti faceva parte di Panapesca, un’azienda pistoiese leader nella trasformazione e distribuzione di pesce congelato e surgelato, passata ormai 7 anni fa dal fondatore Vito Panati al fondo di private equity Xenon, per un totale di 90 milioni di euro. Un cambio che non ha influito molto sulle dipendenti, che lavoravano lì da più di 20 anni. «Il signor Panati era un imprenditore incredibile e teneva a noi dipendenti – dichiara una delle due – Però non mi posso lamentare neanche del passaggio al fondo Xenon, dove siamo state entrambe trattate in modo impeccabile».
Ha visto un afflusso minore di clienti nel tempo?
In realtà no, il nostro giro di affari non è mai realmente calato ed è sempre rimasto costante. La chiusura è più data dal fatto che avendo 32 frighi e una cella, i costi energetici sono diventati insostenibili. Ci sono state chiusure anche a Gallarate, Civitavecchia, Trieste e altri posti. Sicuramente Corso Acqui è sempre rimasta in disparte e un po’ trascurata. Il nuovo asilo in costruzione potrebbe essere un ottimo investimento a tal proposito per aumentare l’afflusso di persone. Con la chiusura del punto vendita entrambe le dipendenti perderanno il lavoro.