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Nizza Monferrato: al Giardino dei Giusti esclusi gli ex allievi? L’assessore Quaglia: “Nessuna esclusione”

Botta e risposta, dopo l’apertura del Giardino dei Giusti, tra Luigino Torello, presidente dell’Unione Exallievi dell’Oratorio Don Bosco, e l’assessore alla cultura Ausilia Quaglia

giardino dei giusti

Gli ex allievi esclusi dall’inaugurazione del Giardino dei Giusti?

Botta e risposta, dopo l’apertura del Giardino dei Giusti, tra Luigino Torello, presidente dell’Unione Exallievi dell’Oratorio Don Bosco, e l’assessore alla cultura Ausilia Quaglia. «Ho letto dell’inaugurazione. Vorrei evidenziare che un’associazione che forse più di altre avrebbe dovuto essere invitata, e invece ciò non è avvenuto, è l’Unione Exallievi.

Don Giuseppe Celi nel Giardino dei Giusti

Tra i vari personaggi che il Giardino dei Giusti ricorda c’è don Giuseppe Celi, direttore dell’Oratorio don Bosco per circa 50 anni e delegato Exallievi dell’Unione di Nizza per ben 54. Vorrei fare presente che un sacerdote di questa levatura (…) va ricordato anche mettendo in pratica i suoi insegnamenti. Si deve, anche se può sembrare difficile e costoso, riattivare ristrutturandolo l’intero complesso oratoriano per metterlo a disposizione dei giovani, delle famiglie e delle associazioni proprio come ha fatto lui». L’Assessore precisa che non vi sia stata dimenticanza né intento di esclusione: «Sia per Don Celi sia per Don Torello (entrambi Salesiani) era stato contattato il nuovo Superiore Generale Don Leonardo Mancini, che si è scusato per l’impossibilità di essere presente, manifestando comunque il proprio favore.

Non è colpa dell’amministrazione

La notizia della inaugurazione era stata diffusa già all’apertura del 20 giugno. Il fatto che gli ex allievi non ne fossero informati non è imputabile all’Amministrazione, in considerazione del fatto che sia la stampa locale sia i canali web avevano diffuso ampiamente l’evento. La figura di Don Celi è stata inserita, così come quella di Don Torello, come modello di impegno e abnegazione; i “Giusti” citati non appartengono a nessuno in particolare, ma all’intera città e ci auguriamo che costituiscano esempi limpidi di servizio agli altri, di cui continuare a parlare».
Fulvio Gatti

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