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Nuovo Piano del Traffico: “Non ha senso e serve solo a dare più soldi all’Asp aumentando i parcheggi blu”

Il consigliere di maggioranza Verrua (Lega) boccia senza appello la bozza della nuova viabilità su cui si sta discutendo: "Questo progetto non ha alcun obiettivo"

Asti: il consigliere di maggioranza Verrua “distrugge” la bozza del nuovo Piano del Traffico ed è pronto a dare battaglia

“E’ un progetto viziato nei presupposti, negli obiettivi e negli effetti. E’ dannoso per lo sviluppo della città e gli effetti dichiarati saranno quelli di intasare ulteriormente la viabilità principale”. E’ una bocciatura senza appello quella che il consigliere comunale di maggioranza, Pierfranco Verrua (Lega) fa della bozza del nuovo Piano del Traffico su cui si è aperto il confrorto in commissione consiliare. Più che bocciarlo, Verrua lo distrugge, pezzo dopo pezzo, salvando davvero poco del grande progetto redatto dallo studio Mondo di Torino.

Un Piano “aperto”, almeno stando alle dichiarazioni del sindaco di Asti Maurizio Rasero pronto ad accogliere le osservazioni che potrebbero migliorarlo. Ma, a dirla tutta, per il consigliere Verrua, che rappresenta il 50% della Lega in Consiglio comunale, il Piano dovrebbe essere semplicemente stracciato per poi ridare l’incarico di redigerlo ad un altro professionista, “magari dandogli il mandato di risolvere i problemi della città”.

Abbiamo chiesto a Verrua quali sarebbero le criticità del Piano in discussione e perché non risponderebbe alle esigenze di migliorare la viabilità di Asti.

Stazione, ospedale e tribunale dimenticati

“Questo Piano, a mio parere, non tiene in nessuna considerazione 3 punti di attrazione della città: la stazione ferroviaria, il tribunale e l’ospedale. Iniziamo dalla stazione: la chiudiamo o la facciamo diventare un hub di interscambio tra chi arriva e chi parte dalla città? Le Ferrovie si sono riprese il parcheggio Babilano, noi che facciamo? Faremo pagare i parcheggi blu a coloro che dovranno viaggiare ogni giorno per Torino? Forse dovremmo andare a discuterne con le Ferrovie e magari pensare a un progetto che recuperi la zona del vecchio Ferrotel per farla diventare un vero hub di interscambio. Invece di questi argomenti non si parla e questo vale anche per il tribunale che ha bisogno di più parcheggi, ma che in realtà non viene trattato nella bozza in discussione. Anche per quanto riguarda l’ospedale, dove occorrono più parcheggi, non si danno risposte, mentre ciò che si vuole fare è disincentivare l’uso dell’auto e dare più soldi alle casse dell’Asp estendendo i parcheggi a pagamento”.

Per Verrua, approvare il Piano così com’è, significa “non risolvere le code che ci sono ogni giorno in corso Alessandria, Casale, Torino, Don Minzoni”, ma soprattutto “vincolare la città per i prossimi 20 anni a decisioni che non si pongono alcun obiettivo”.

Il consigliere della Lega porta anche esempi pratici: “Vogliamo la città turistica? Il Piano non dice dove far arrivare i bus dei turisti, dove vorremo farli parcheggiare. Che studio è stato fatto sui flussi del traffico? Sappiamo se le auto in arrivo siano di persone che vengono al mercato? Oppure in vacanza? Turisti? Il Piano non propone viabilità alternativa, ma chiude strade e piazze un po’ a spot: Asti potrà avere una vocazione logistica, oppure turistica, ma non con questo Piano del Traffico nel quale, poi, manca un progetto della mobilità”.

Se si vuole pedonalizzare, lo si faccia seriamente

Verrua aggiunge di non essere contrario alla pedonalizzazione in centro, “se fatta con criterio e se si crea davvero un’area pedonale, non una ZTL dove, alla fine, passano migliaia di auto dotate di permesso”. “Le isole pedonali devono essere pedonali e neanche le forze dell’ordine devono entrare con le auto, al massimo ci vanno a cavallo. In piazza San Secondo, ad esempio, – continua – non si deve andare con l’auto in nessun modo e per nessun motivo”.

In un commento scritto sulla bacheca Facebook di un altro consigliere comunale, questa volta di minoranza, Mario Malandrone, Verrua annuncia di essere “pronto a raccogliere le firme contro” e, da quanto abbiamo potuto capire, non ha grandi speranze che la bozza possa improvvisamente cambiare nell’impostazione tanto da diventare uno strumento utile per gestire lo sviluppo della città nel prossimo ventennio.

“Per carità, – conclude l’esponente della Lega – possiamo anche decidere di non far entrare più alcuna auto in città, da Revignano verso Asti, e di chiudere al traffico ogni strada: anche questa è una scelta. Ma poiché a redigere il Piano è lo stesso che aveva fatto il progetto con l’allora sindaco Voglino, e in questa bozza ritroviamo la stessa filosofia di allora, io sarei più per cambiare il progettista così da rifarlo daccapo”.

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