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Attualità
Ferrovie sospese

Oltre mille firme per riportare i treni sulla linea Asti-Chivasso

E con i lavori di ripristino realizzati da Fondazione FS pare tramontare il progetto di trasformazione in pista ciclabile

Proseguono le iniziative per la salvaguardia della ferrovia Asti-Chivasso. Il circolo “La nostra collina” nelle scorse settimane ha raccolto oltre mille firme per riportare i treni sulla travagliata linea, proponendo ai sindaci di Chivasso e dei comuni collinari l’adozione di un ordine del giorno in cui la ferrovia venga riconosciuta un bene comune da salvare e tutelare. Nella proposta si legge: «Il prolungarsi del totale abbandono della ferrovia purtroppo ha evidenziato la debolezza dell’azione politica dei comuni e l’incapacità di cogliere le opportunità di sviluppo del territorio. Data la carenza di interventi efficaci da parte dei comuni, abbiamo sensibilizzato sul tema l’opinione pubblica, affinché la Regione e le Ferrovie assumano delle decisioni: adesso e non in un futuro imprecisato».

Parallelamente sono stati completati i lavori di bonifica del sedime ferroviario e dei fabbricati della tratta Chivasso-Brozolo, realizzati dalla Fondazione FS, che intende farvi circolare inizialmente i treni storici, a scopo turistico. Sarebbe un primo passo per la riattivazione della linea al trasporto pubblico quotidiano. Se per i 20 km di linea fino a Brozolo gli oneri di ripristino sono relativamente modesti, i problemi permangono per i rimanenti 32 km fino a Asti. Resta, in particolare, lo scoglio dell’onerosa messa in sicurezza e consolidamento strutturale della galleria fra Brozolo e Cocconato, lunga 2.300 metri, che era stata all’origine della sospensione della linea nell’estate 2011. Purtroppo col passare del tempo è cresciuto il deterioramento dell’armamento, invaso da rovi, sterpaglie e perfino piante, ma questo non costituisce un grosso ostacolo; inoltre occorre ripristinare i passaggi a livello, le cui sbarre erano state asportate, tutta la segnaletica e l’impiantistica di controllo ormai gravemente degradata.

Sembrerebbe dunque tramontare, dopo la contrarietà manifestata dalle associazioni ambientaliste (Co.M.I.S., Legambiente, Forum Salviamo il paesaggio), la proposta di trasformazione in pista ciclabile, ricoprendo i binari con pannelli, avanzata dall’assessore regionale Marco Gabusi e accolta con favore da alcuni sindaci astigiani. Le recenti linee suggerite nel Green Deal dell’Unione Europea definiscono una nuova strategia per la crescita di un’economia continentale moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse, competitiva e tesa a contrastare i cambiamenti climatici e il degrado ambientale comprendendo primariamente proprio la necessità di introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e sane e conseguentemente nei prossimi mesi e anni il trasporto ferroviario sarà oggetto di cospicui sostegni finanziari.

Le tratte locali sospese rappresentano una ricchezza per il territorio astigiano e andrebbero ripristinate, dotate di orari cadenzati in grado di attrarre i viaggiatori. Per il Co.M.I.S. sarebbe utile iniziare a considerare i fondi per il trasporto pubblico locale e in particolare ferroviario non più soltanto come un mero costo ma come un investimento che sicuramente, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, risulterebbe vincente su tutti gli altri vettori in termini di costi esterni, come inquinamento, sanità, sinistri stradali, che a torto non vengono mai considerati in alcun conteggio. In questo contesto la Asti-Chivasso ha tutti i requisiti per diventare un cardine del trasporto pubblico locale, a condizione di una congrua programmazione degli orari e della riattivazione dell’intera linea. Poco senso – e con costi insostenibili – avrebbe limitarla alla sola tratta fra Chivasso e Brozolo, peraltro già servita da un efficiente servizio automobilistico.

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Una risposta

  1. Una bella pista ciclabile o per fare le passeggiate con dei bar!!

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