Palio, 1986: Canapino beffa Aceto,Nizza fa suo il Drappo
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Palio, 1986: Canapino beffa Aceto,
Nizza fa suo il Drappo

Ripercorriamo le tappe del Palio dall’anno della ripresa. La lotta tra i due acerrimi rivali senesi premia Leonardo Viti, il cavallo vincitore è Varigino (Elf). Un trionfo firmato Bruno Verri, personaggio simbolo della manifestazione

1986: il Drappo esce dalle mura cittadine. A conquistarlo è Nizza, con il fantino Leonardo Viti, detto Canapino, sul purosangue Varigino (Elf). Rettore del Comune vincente è Bruno Verri. Grande sconfitto è Tanaro, che “monta” Aceto, già secondo l’anno precedente. E’ il meritato riconoscimento per uno dei Rettori più sanguigni nella storia del Palio e per un Comune da sempre fortemente legato all’evento. Pubblico foltissimo. Promosso il mossiere Ulrico Ricci.

Batterie: due, ognuna di tre giri, i primi quattro in finale. Capitano: Mario Quirico.
Magistrati: Renato Serra e Enrico Pozzi.
Mossiere: Ulrico Ricci (Pisa).  Maestro: Ernesto Treccani.

PRIMA BATTERIA, DALLO STECCATO: San Damiano (Giulio Franco, su Brio), Santa Caterina (Domenico Ginosa, su Rudin), San Pietro (Francesco Congiu, su Pennellino), San Paolo (Mario Vigni, su Canaglia), San Martino San Rocco (Salvatore Ladu, su Home Town), Montechiaro (Renato Magari, su Diavolo), Tanaro (Andrea De Gortes, su Gay Time), Viatosto (Tonino Cossu, su Ghalibaf) e Don Bosco (Osvaldo Jorge Cordon, su Paliaccio). La mossa non creava particolari complicazioni a Ricci. Andava via secco San Damiano e non veniva più ripreso. Dietro, pareva ci fossero vecchi conti da regolare risalenti all’agosto senese tra Aceto (Tanaro) e Cianchino (San Rocco). Il problema per i biancoverdi era che Ladu, nella foga di “nerbare” De Gortes, si dimenticava di difendere la terza posizione e veniva scavalcato sia da Viatosto che da Don Bosco. Aceto invece, più lungimirante, difendeva la piazza d’onore. In finale andavano San Damiano, Tanaro, Viatosto e Don Bosco.

SECONDA BATTERIA, DALLO STECCATO: Moncalvo (Renato Porcu, su Iris), Cattedrale (Vincenzo Ascolese, su Domina), Nizza (Leonardo Viti, su Elf), Canelli (Luigi Carlo Attrovio, su Vorrei Canej), San Secondo (Mario Beccaris, su Oro), San Lazzaro (Rinaldo Spiga, su Attila), Santa Maria Nuova (Adolfo Manzi, su Fideuram), Torretta (Silvio Etrea, su Arabesque) e San Silvestro (Pietro Berrino, su Bernabò). Mossa più problematica per Ricci. Problemi al canapo tra Ascolese (Cattedrale) e Porcu (Moncalvo): i due si scambiavano nerbate e rischiavano l’esclusione dalla corsa. Dopo una “falsa” arrivava la partenza valida: Canapino salutava subito la compagnia e s’involava in testa. Alle sue spalle qualche scaramuccia tra la Torretta e Canelli. Le posizioni si consolidavano già al termine del primo giro, con Nizza a precedere Torretta, Moncalvo e Canelli. Questo l’ordine d’arrivo. Vano il tentativo di rimonta di San Silvestro, che chiuderà quinto.

FINALE, DALLO STECCATO: Canelli (Attrovio), Torretta (Etrea), Moncalvo (Porcu), Tanaro (De Gortes), Viatosto (Cossu), Nizza (Viti), Don Bosco (Cordon) e San Damiano (Franco). Già tra i canapi iniziava la lotta, dura ed aspra, tra Aceto e Canapino. I due senesi non si amano e sanno benissimo che la loro sarà una sfida nella sfida. Alla mossa valida Leonardo Viti bruciava Andrea De Gortes e partiva davanti. Pessima partenza di Don Bosco e Viatosto, entrambi lentissimi a mettersi in movimento. Canapino al primo passaggio sul palo aveva cinque lunghezze di vantaggio su un terzetto composto da Tanaro, Moncalvo e Canelli. Quando Aceto riusciva a sbrogliare la matassa e a sbarazzarsi della concorrenza gli restava solamente un giro per andare al’inseguimento di Aceto. Troppo poco. Canapino tagliava il traguardo a braccia alzate (un’immagine storica del nostro Palio), regalando la gioia più grande a tutto il popolo giallorosso.

Massimo Elia

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