Palio, 1987: quando vinse Massimo Coghe e il drappo fu di San Lazzaro
Attualità

Palio, 1987: quando vinse Massimo Coghe e il drappo fu di San Lazzaro

1987: è l’ultimo Palio che si corre nella piazza sottostante, sull’ovale dove la manifestazione era rinata vent’anni prima. A vincere è Gian Massimo Coghe, ragazzo sardo di Norbello, 23 anni,

1987: è l’ultimo Palio che si corre nella piazza sottostante, sull’ovale dove la manifestazione era rinata vent’anni prima. A vincere è Gian Massimo Coghe, ragazzo sardo di Norbello, 23 anni, che diventerà uno dei più grandi fantini di sempre nelle corse a pelo. “Massimino”, questo il suo soprannome, porta al trionfo il Borgo San Lazzaro con una formidabile cavalla, Akebat, per la circostanza ribattezzata Nuvola. Rettore vittorioso è Franco Serpone. E’ il primo successo di San Lazzaro dall’anno della ripresa. Corteo storico di altissimo livello, curato nei minimi particolari.

Batterie: due, ognuna di tre giri, i primi quattro in finale.
Capitano: Mario Quirico.
Magistrati: Renato Serra e Enrico Pozzi.
Mossiere: Ulrico Ricci (Pisa).
Maestro: Enrico Paolucci.

PRIMA BATTERIA, DALLO STECCATO: Cattedrale (Leonardo Viti, su Cribbio), San Silvestro (Pietro Berrino, su Grillo), San Pietro (Domenico Ginosa, su Pietrina), San Secondo (Vincenzo Ascolese, su Colori), San Paolo (Mario Vigni, su Stay Lucky), Moncalvo (Sebastiano Deledda, su Aida), San Martino San Rocco (Vincent Bourguignon, su Prairie Speedy), Montechiaro (Gianluca Semenzato, su Sharazan) e Tanaro (Andrea De Gortes, su Mistic Eves). Non vi è la preannunciata battaglia tra Tanaro e San Rocco, poichè i due Borghi non entrano mai in lizza per guadagnare un posto in finale. Canapino (Cattedrale) non parte. Alla caduta del canapo resta lì, come un statua. San Paolo prende il comando, Aceto sbraccia, nerba, impreca poichè si trova in evidente difficoltà. Nel secondo giro spettacolare caduta del fantino francese di San Martino San Rocco, “le lyonnais” Vincent Bourguignon. Dalle retrovie rinvengono forte San Pietro e Moncalvo. E’ proprio il Comune aleramico che va a vincere la batteria, superando San Paolo nell’ultimo giro. Terzo San Pietro e quarto Moncalvo. Aceto (Tanaro) è quinto e fuori dai giochi.

SECONDA BATTERIA, DALLO STECCATO: Santa Maria Nuova (Salvatore Ladu, su Veronica), Santa Caterina (Silvano Vigni, su Cuntrari), Canelli (Angelo Garbarino, su Spumante), Torretta (Mario Cottone, su Gerardy), Don Bosco (Rinaldo Spiga, su Inferno), Nizza (Maurizio Farnetani, su Elf), San Lazzaro (Gian Massimo Coghe, su Nuvola), San Damiano (Silvio Etrea, su Rimini) e Viatosto (Tonino Cossu, su Polo). Buona la prima; la lotta è tra Santa Caterina (Bastiano), San Lazzaro (Massimino), Santa Maria Nuova (Cianchino) e San Damiano (Etrea). I quattro si scambiano alcune volte le posizioni e tagliano il traguardo in quest’ordine: Santa Caterina, Santa Maria Nuova, San Damiano e San Lazzaro. Un brivido per “Massimino” nel finale, quando lo scosso di Nizza (Bucefalo era caduto nel primo giro) lo attacca. Rintuzzato il pericolo è la grigia dei gialloverdi ad andare in finale.

FINALE, DALLO STECCATO: Moncalvo (Deledda, detto Legno), Montechiaro (Semenzato, detto Cecchetti), Santa Caterina (Silvano Vigni, detto Bastiano), San Paolo (Mario Vigni, detto Castorino), San Lazzaro (Coghe, detto Massimino), San Damiano (Etrea, detto Silvio), San Pietro (Ginosa, detto Ginosa) e Santa Maria Nuova (Cianchino). E’ la corsa più regolare e tranquilla della giornata. Coghe è perfetto, dopo 300 metri è già al comando. La sua Nuvola (Akebat) distanzia progressivamente i rivali e non viene mai insidiata. Massimino nel secondo giro respinge l’unico attacco serio portatogli (San Damiano) e percorre l’intera ultima tornata a nerbo alzato. Uno spettacolo! Secondo Moncalvo, terzo San Damiano e quarto Montechiaro.

Massimo Elia

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo