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Palio 2020: un decennio che si chiuderà col ritorno a 21

I sette Comuni contribuiranno economicamente alla parziale copertura delle spese richieste dall’allestimento della manifestazione

Ritorno al passato

Il Palio 2020, annata che termina numericamente con la cifra zero e costituisce quindi la chiusura di un decennio, porterà una sostanziale variazione nello sviluppo dell’evento. L’edizione 2019, da intendersi quale “straordinaria”, era stata caratterizzata dall’assegnazione di due Drappi: uno andato al Rione Cattedrale, vincitore della corsa riservata a Borghi e Rioni cittadini, ed un secondo conquistato dal Comune di Baldichieri, primo al traguardo nella competizione che vedeva impegnati i sette Comitati “extra moenia”.

L’edizione straordinaria del 2019

Due successi epocali, per diversi motivi: la Cattedrale aveva festeggiato l’ultimo trionfo nel lontano 1977 e l’impresa compiuta da Dino Pes su Ribelle da Clodia è arrivata a porre fine ad un digiuno durato la bellezza di 42 anni.
Il Comune di Baldichieri era invece uno dei due Comitati (ora resta solo San Marzanotto) a non aver mai portato a casa il Drappo. Risultato centrato grazie a Mattia Chiavassa e a Farfadet du Pecos.

Tre batterie da 7, finale a 9

L’annata paliesca 2020, che ci apprestiamo a vivere, porterà ad un ritorno al passato. I ventuno partecipanti alla corsa si contenderanno infatti un unico Drappo e lo faranno dopo aver dato vita a tre batterie, ognuna con sette accoppiate al via. I primi tre classificati di ogni corsa di qualificazione accederanno alla finale. I sette Comuni partecipanti al Palio 2020 contribuiranno economicamente alla parziale copertura delle spese richieste dall’allestimento della manifestazione, ogni anno a carico del Comune di Asti.

50 mila euro di introito

Lo faranno nella misura di 50 mila euro, 40 mila dei quali equamente suddivisi tra i sette (in ordine alfabetico, Baldichieri, Canelli, Castell’Alfero, Moncalvo, Montechiaro, Nizza e San Damiano). I restanti 10 mila arriveranno invece dall’acquisto di biglietti da parte dei sette Comitati. Un accordo sotto l’aspetto economico giunto dopo una lunga trattativa tra i primi cittadini dei Comuni della provincia partecipanti alla corsa ed il Sindaco di Asti Maurizio Rasero, massima carica pure del Consiglio del Palio.

Strategie che cambiano

Il ritorno a 21 e alle tre batterie determinerà variazioni nelle strategie da parte delle varie dirigenze e comporterà inoltre il rischio, non indifferente, di dover disputare la terza batteria, la più penalizzante dal punto di vista del recupero dalla fatica dei cavalli impegnati in vista della finale. I tempi decisamente più limitati rispetto alle prima e alla seconda corsa riducono infatti in maniera sensibile le possibilità dei primi tre classificati nella terza prova di qualificazione di poter puntare alla vittoria.

I Palii con zero ultima cifra dell’anno

Il Palio 2020 porterà inoltre a tutta una serie di considerazioni sotto l’aspetto scaramantico. Da quando l’evento è tornato a vivere , nel 1967, le edizioni con cifra zero finale hanno fatto registrare le vittorie di Torretta Santa Caterina (1970), Don Bosco Viatosto (1980), Tanaro (1990), San Secondo (Straordinario del giugno 2000), Santa Maria Nuova (Ordinario dell’anno 2000), e nuovamente Tanaro (2010). Il Borgo del fiume più di ogni altro pare avere un certo feeling con i Palii che chiudono il decennio.

I fantini vittoriosi

I fantini vittoriosi: 1970 Sergio Ruiu; 1980 Mariano Zedda; 1990 Maurizio Farnetani; 2000, Straordinario, ancora Maurizio Farnetani; 2000, Ordinario, Martin Ballesteros; 2010, Gianluca Fais.
Ballesteros e Fais sono ancora in attività: il “Pampero” non ha accantonato del tutto l’idea di poter essere al canapo nel 2020, mentre “Vittorio” (Fais, n.d.r.) sarà uno dei protagonisti il prossimo 6 settembre. Difenderà infatti i colori di Castell’Alfero, voglioso di riscatto dopo il secondo posto del 2019 alle spalle dello “scosso” di Baldichieri.

Nella foto sopra, il Rettore di Tanaro Roberto Rasero portato in trionfo dopo la vittoria nel Palio 1990

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