Pasta sul ricorso del fantino squalificato:ha ragione il capitano del Palio
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Pasta sul ricorso del fantino squalificato:
ha ragione il capitano del Palio

Che la vicenda potesse avere in serbo un ulteriore capitolo era abbastanza scontato e prevedibile. Lo strascico è puntualmente arrivato. Jonatan Bartoletti, detto "Scompiglio", fantino del

Che la vicenda potesse avere in serbo un ulteriore capitolo era abbastanza scontato e prevedibile. Lo strascico è puntualmente arrivato. Jonatan Bartoletti, detto "Scompiglio", fantino del Borgo Santa Maria Nuova nel Palio 2013, ha giocato un'estrema carta, quella del ricorso al TAR, il Tribunale Amministrativo Regionale, relativamente alla squalifica di dieci anni comminatagli dal Capitano del Palio Enzo Clerico. I fatti sono arcinoti: lo scorso 15 settembre, alla "mossa" della prima batteria, Mamuthones, il purosangue di Bartoletti, morì dopo una terribile caduta al canapo. Il cavallo letteralmente si capottò. Enzo Clerico, valutato con attenzione quanto accaduto e visionato i filmati del triste episodio, individuò serie responsabilità del fantino pistoiese nella morte del purosangue.

«La gravità del fatto meritava una punizione esemplare», furono le dichiarazioni del Capitano quando la sanzione venne resa nota. Bartoletti presentò ricorso. In un'intervista rilasciataci il fantino, dichiarò: «Il canapo non è andato giù. Il mio cavallo gli ha battuto contro e si è capottato. Una circostanza già accaduta un sacco di volte nei Palii senza conseguenze per l'animale. Questa volta la fatalità ha voluto che il mio purosangue morisse nell'incidente. Bastava che il canapo fosse subito sceso e la mia sarebbe stata una normalissima partenza falsa. Non ho colpe, non mi ritengo responsabile di nulla di quanto è accaduto». Il Capitano, chiamato una seconda volta a decidere come previsto dal regolamento, bocciò il ricorso del fantino e confermò i dieci anni di squalifica. Ennesimo strascico della vicenda ora il ricorso al TAR presentato da Bartoletti.

Sui possibili futuri sviluppi della vicenda abbiamo interpellato l'assessore al Palio Alberto Pasta, che ha dichiarato: «Ho letto con attenzione il contenuto del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale da Jonatan Bartoletti. Innanzitutto ravviso un difetto di giurisdizione. Il Capitano del Palio infatti, che ha sanzionato il fantino, non è certo da intendersi e non può essere visto quale "organo" amministrativo. Il suo operato non è quindi impugnabile davanti al TAR». Detto più semplicemente, non era al Tar che Bartoletti doveva rivolgersi.

Ha proseguito Pasta: «Nel merito non vi è nulla da obiettare riguardo a quanto deciso da Enzo Clerico, che ha applicato alla lettera il regolamento». Scendendo un po' più nei dettagli l'assessore al Palio ha affermato: «Bartoletti ha elencato nel suo ricorso alcune motivazioni riferite al suo comportamento alla "mossa" assolutamente inaccettabili. Una su tutte: dice di aver "mandato" (incitato, n.d.r.) il suo cavallo nel momento in cui ha visto l'accoppiata della Torretta muoversi. Un'affermazione che lascia il tempo che trova, poichè Bartoletti così dicendo dimostra di non aver tenuto conto della posizione degli altri cavalli».

Assessore, è vero che nel suo ricorso il fantino sostiene che l'articolo 64 del regolamento del Palio andrebbe cancellato?
Ricordiamo che l'articolo 64 (stralci) recita : "Competenti a decidere su tutte le controversie che nascano dallo svolgimento della corsa del Palio sono il Capitano ed il Magistrato del Palio congiuntamente, il giudizio emesso è inappellabile". Inoltre: …"Per quanto non previsto dal regolamento è data facoltà al Capitano e al Magistrato del Palio di prendere ogni decisione e comminare eventuali sanzioni proporzionate alle infrazioni riscontrate".

«L'articolo 64 – dichiara Pasta – è da intendersi quale completamento e chiusura relativamente a tutto quanto non contemplato dal regolamento». Conclude l'assessore: «In sostanza nessun elemento nuovo è emerso nel ricorso presentato dal fantino. Ovviamente, visto che Bartoletti ci ha portato davanti al TAR, ci costituiremo in giudizio per difenderci». La speranza è che presto l'interminabile telenovela abbia fine. Per il bene e il futuro del nostro Palio.

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