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Peretti ripercorre la storia delle Torri della Bisocca

Candidate fra i luoghi del cuore su sollecitazione della minoranza

Patrimonio del paese e del territorio

Le Bisocche di Villanova sono patrimonio del paese e del territorio che per secoli hanno dominato, ricordando battaglie e fortificazioni di un tempo lontano e del quale sono rimaste uniche testimoni visibili, o quasi. L’attenzione sulla loro storia e sulla loro importanza culturale è ritornata prepotentemente all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni, dopo che il comune, anche su sollecitazione della minoranza consiliare, ha deciso di candidarle fra i Luoghi del Cuore del Fai. Sono molti però ad ignorare quanto sia importante la loro storia e a quali grandi nomi del passato sia essa legata, sia che si voglia far risalire il nome delle Bisocche all’etimologia di incerta origine  medievale ‘bicocca’, in Piemonte e nella bassa lombarda traslata in ‘bisocca’ (per Treccani il significato è di piccola rocca o fortino), sia che lo si voglia invece far discendere da latino bisulca, aggettivo declinabile nei tre generi e spesso usato con significato di doppio. Proprio come due sono le torri villanovesi, poste a nord e a sud del paese. Roberto Peretti, sindaco per un decennio, appassionato cultore di storia locale, ne ha ripercorso le origini, scoprendo che le torri devono la loro costruzione niente meno che a Francesco I, re di Francia e grande rivale di Carlo V, che fortificò Villanova erigendo le due torri e le alte mura di difesa dell’allora cittadella fra il 1520 e il 1548.

Fortezza quasi inespugnabile

«Francesco I soggiornò a Villanova – sostiene Peretti – che a quell’epoca era una delle più importanti fortezze francesi in Italia. Una fortezza quasi inespugnabile perché non era possibile porvi delle mine, a causa dell’acqua stagnante che si trovava a meno di un metro sottoterra. Nel XVI secolo la fortezza e le sue bisocche, furono al centro della politica economico-militare d’Europa, tanto è vero che per poter siglare la pace di Chateau Cambresis, nel 1559, i francesi pretesero che Villanova restasse loro sino al 1562, a garanzia degli accordi raggiunti. Solo nel 1691, ardendo una nuova guerra fra il duca di Savoia ed il re di Francia, i baluardi ed i muri della piazzaforte vennero diroccati,  affinché non servissero da rifugio ai nemici dei Savoia, nel frattempo diventati legittimi proprietari della fortezza . Di tanta storia, arte militare e gloria, restano le due torri bisocche, oltre alla torre civica, simbolo del paese. La mia speranza è che possano essere recuperate per essere di stimolo ai più giovani per meglio apprezzare la città in cui vivono e una motivazione in più per i turisti per venirci a trovare.»

Confraternita dei Batu

A sostenere la storia villanovese e le sue tradizioni Peretti vedrebbe anche una rinascita della Confraternita dei Batù in senso laico e moderno:
«Come la Confraternita di un tempo difendeva la cultura del paese e si occupava del sostegno ai bisognosi, non mi dispiacerebbe una rifondazione per promuovere la storia e la cultura del nostro paese, coinvolgendo chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e di riscoprire la nostra storia e le nostre tradizioni.»

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