"Pesca che ti passa"Nuovi adepti e lo stato del Tanaro
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"Pesca che ti passa"
Nuovi adepti e lo stato del Tanaro

Sembra destinata a sbiadire l'immagine stereotipata del pescatore attempato e solitario. Negli ultimi anni, infatti, la pesca dilettantistica ha conquistato diverse fasce d'età, facendo più

Sembra destinata a sbiadire l'immagine stereotipata del pescatore attempato e solitario. Negli ultimi anni, infatti, la pesca dilettantistica ha conquistato diverse fasce d'età, facendo più "proseliti" anche tra i giovani. Una diffusione dovuta in parte all'evoluzione di questa pratica, tra le più remote nella storia dell'uomo.

A confermare il trend è Claudio Bruno, presidente provinciale della federazione Arci Pesca Fisa e titolare del negozio "Pesca Sport Romano," in corso Savona 325, ad Asti. «Attualmente – dichiara – sono circa 1.500 i pescatori astigiani che esercitano l'attività in Tanaro, con relativa licenza. Numero che sale a 1.800 circa, considerando anche chi pesca nei laghetti privati. Una delle ragioni per cui questo hobby risulta in aumento tra i giovani è legata alla nascita di nuove tecniche, che consentono di pescare in compagnia di più persone e quindi di socializzare. In particolare, si sta affermando la permanenza per due o tre giorni, in tenda, con gli amici o la fidanzata, in prossimità di fiumi e torrenti di montagna.»

Nel medesimo tempo, la morsa della crisi non ha risparmiato nemmeno questo ambito. «Se da un lato – aggiunge Bruno – c'è stato il riavvicinamento alla pesca di chi ha più tempo libero, perché ha perso o non trova lavoro, e vuole allentare lo stress, dall'altro si è registrata una diminuzione della clientela, essendo venuta meno soprattutto quella parte impiegata nell'edilizia, molto in sofferenza.» Per riuscire a soddisfare ogni esigenza dei clienti, Bruno propone, nel proprio negozio, tutto ciò che attiene il mondo della pesca, cui si è avvicinato a soli 6 anni, diventando successivamente un grande esperto. «Esistono – ricorda – innumerevoli metodi di pesca, che nel tempo si sono sempre più avvalsi dello sviluppo tecnologico. Si è passati così dalle canne in bambù a quelle in fibre di vetro e poi di carbonio. A questo proposito, la forbice dei prezzi è molto ampia: il costo di una canna da pesca, infatti, può oscillare da 7 euro a 4.000 euro

Ma quali esemplari ittici popolano il nostro fiume? I pesci autoctoni sono per lo più rappresentati dalla famiglia dei Ciprinidi (cavedano, barbo, tinca, carpa, alborelle), mentre il luccio è molto meno presente di un tempo. Tra i pesci alloctoni figurano il pesce siluro, il luccioperca e l'aspio. «Al riguardo – annota Bruno – la presenza del pesce siluro, dovuta sia ad immissione sia ad esondazioni, va ad intaccare l'equilibrio ittico delle nostre acque, considerato che questo esemplare può arrivare fino a 120 chili di peso e a 2,40 metri di lunghezza. Lo stesso discorso sull'impatto ambientale vale per il gambero killer o della Louisiana, che impedisce lo sviluppo di quelli nostrani di acqua dolce.»

Per pescare in Tanaro e nelle acque interne del territorio, occorre possedere la licenza di pesca dilettantistica, di cui sono entrati in vigore, dal primo gennaio di quest'anno, i nuovi importi e le nuove modalità di pagamento, secondo quanto reso noto, alcune settimane fa, dall'Area Agricoltura e Alimentazione della Provincia di Asti. Nello specifico, è richiesto il versamento sia di una tassa regionale, pari a 12 euro, sia di una soprattassa provinciale dell'importo di 23 euro (per avere ulteriori informazioni e la documentazione di pagamento, rivolgersi all'ufficio Pesca della Provincia, in piazza San Martino 11, ad Asti oppure nei negozi di pesca sportiva).

Sono sempre esonerati da entrambi i versamenti i cittadini italiani, di età inferiore a 14 anni, e i soggetti che rientrano nelle prescrizioni della legge quadro per l'assistenza (n.104/1992). Le ricevute di versamento avranno una validità di 365 giorni dalla data del pagamento e dovranno sempre essere accompagnate da un documento di identità valido. Non sarà inoltre rilasciato alcun tesserino, dato che il possesso delle ricevute, unitamente al documento identificativo, costituisce, di per sé, l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di pesca. Quest'ultima è regolamentata da una normativa regionale, che stabilisce, tra l'altro, sanzioni amministrative per le infrazioni delle disposizioni contenute nel regolamento (salvo le sanzioni di carattere penale e tributario previste per legge).

«Ad esempio – fa sapere Bruno – i tabellari sulle misure minime della fauna acquatica vietano la pesca di determinati esemplari, cosa che vale anche per i periodi di riproduzione. Di notte, inoltre, è possibile pescare in Tanaro solo anguille e carpe. Tra le sanzioni, è prevista una multa fino a 800 euro per chi pesca un pesce alloctono, come il siluro, e lo reimmette nel fiume.»
Non da ultimo, lo stesso Bruno richiama l'attenzione su alcune criticità inerenti proprio il Tanaro. «Si verifica – denuncia – uno stato di abbandono, per il peggioramento della sicurezza lungo le sponde, nonostante siano migliorate le sue condizioni dal punto di vista dell'inquinamento.»

Lamentando poi la mancanza di un tratto fluviale preposto alla pesca agonistica, Bruno incalza: «Gli amministratori locali non sono sensibili alle problematiche del fiume, come l'accessibilità e l'abbandono di rifiuti. Un altro aspetto preoccupante – conclude – riguarda l'intenzione di realizzare una centrale idroelettrica ad Asti, precisamente in corso Savona, a valle del ponte della ferrovia Asti – Acqui, cosa che solleva molti interrogativi.»

Manuela Zoccola

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