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Piano di sviluppo rurale: ritardi nell’assegnazione da parte della Regione

Coldiretti punta il dito contro i ritardi nell’assegnazione del Piano di sviluppo rurale da parte della Regione. Nel mirino dell’organizzazione agricola l’assessorato retto da Marco Protopapa

Piano di Sviluppo rurale: ritardi nell’assegnazione

Coldiretti punta il dito contro i ritardi nell’assegnazione del Piano di sviluppo rurale da parte della Regione.
Nel mirino dell’organizzazione agricola l’assessorato retto da Marco Protopapa che, secondo Marco Reggio presidente dell’organizzazione di categoria astigiana, “sono ancora tante le questioni aperte di cui l’assessorato non sembra occuparsi”.

Rischio di non assegnare finanziamenti

Per Coldiretti ci sono in ballo finanziamenti che rischierebbero di non essere assegnati considerato che la misura scade nel 2020.
Benefici che potrebbero andare a favore dei giovani che hanno deciso di investire in agricoltura che, al contrario, stanno ancora aspettando di poter accedere al bando.

Ancora Reggio. “Numerosi giovani agricoltori risultano esclusi dal finanziamento della misura relativa all’insediamento.
Così come troppe imprese agricole attendono le risorse per procedere con il miglioramento aziendale.
E, ancora, a oggi, non ci sono stanziamenti per il 2020 sulle misure agroambientali, nello specifico per l’agricoltura integrata, nonostante siano sempre di più le aziende impegnate nell’ambito della sostenibilità ambientale”.

Mancata conferma per l’indennità compensativa

Un cahier de doleances duro quello stilato dal principale sindacato agricolo, tecnico e articolato.
Diego Furia, direttore Coldiretti di Asti, mette in evidenza sulla mancata conferma dell’indennità compensativa “per le aree montane riferita al 2020 attraverso la quale è stato possibile, per effetto di un costante presidio, garantire la presenza di sistemi di produzione agricola, promuovere lo sviluppo sostenibile e preservare l’assetto idrogeologico”.

Problemi legati a scelte politiche sbagliate anche delle amministrazioni precedenti, secondo Coldiretti.
Furia punta il dito sulla riduzione delle risorse “operata nel passato così come il bando relativo alla consulenza aziendale”.

No a bando in contrasto con la normativa nazionale

E ancora. “Coldiretti considera sbagliato attivare un bando in contrasto con la normativa nazionale e che danneggerà, per i vincoli presenti, le imprese che potrebbero beneficiare di questa misura, che è fondamentale per la crescita del settore agricolo”.

Necessario un cambio di passo

I margini per correre ai ripari ci sono, dicono i dirigenti astigiani dell’organismo, “purchè vi sia un cambio di passo.
Se non verranno prese urgentemente decisioni adeguate il rischio è quello di mortificare l’unico settore, quello alimentare, che, nonostante le difficoltà, costituisce il traino dell’economia piemontese, con una crescita del +3,5% nella prima metà del 2019”.

Dalla Regione non sono arrivati commenti ufficiali. “Stiamo lavorando per risolvere tutte le situazioni” confermano dall’ufficio stampa dell’assessorato.

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