Via agli ultimi lavori alla piscina copertaE arriva l'ok dalla Federazione Nuoto
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L’altra faccia della crisi

Piemonte: piscine con “l’acqua alla gola”

La pandemia e i rincari sulle bollette le stanno “uccidendo” – L’appello a Draghie Cirio dei sindaci di Asti, San Damiano e Nizza: «Bisogna intervenire»

La pandemia, unita agli avvenuti rincari sulle bollette di luce e gas, rischia di distruggere la capacità di offerta sportiva natatoria del nostro Paese, compresa quella di Asti. Le piscine sono state tra le strutture più colpite dall’emergenza sanitaria: prima il lockdown, poi le norme sanitarie che hanno ridotto, enormemente, le presenze in vasca (e di conseguenza biglietti e abbonamenti), quindi una serie di lavori straordinari per riadattare i plessi e garantire distanziamento, sanificazione e sicurezza in ottemperanza ai vari DPCM; infine gli aumenti sulle bollette che si traducono in rincari dal 70 al 100% rispetto al periodo pre-pandemico.

Insomma, una situazione devastante che potrebbe peggiorare ancora nel corso del 2022 obbligando molte società sportive, gestori diretti degli impianti comunali, a dare forfait con chiusura delle strutture. Proprio di questi problemi si sono fatti portavoce i sindaci Maurizio Rasero (Asti), Davide Migliasso (San Damiano) e Simone Nosenzo (Nizza) scrivendo una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

«Le piscine sono strutture che erogano servizi voluti e realizzati dalle amministrazioni e rappresentano un patrimonio pubblico non solo economico, ma soprattutto sociale: – scrivono i primi cittadini astigiani – sono un polo aggregativo dalle caratteristiche uniche perché frequentate da numeri elevatissimi di utenti di tutte le fasce anagrafiche e sociali. Hanno progetti in essere con scuole, centri disabili, centri anziani, università della terza età, SUISM, centri di recupero, utenti del nuoto libero, master, scuola nuoto e collaborano con almeno cinque federazioni Sportive (FIN-FINP-FITRI- FIPSAS-FIPM) ed altri numerosi enti di promozione sportiva».

Ma l’emergenza sanitaria ha messo in discussione tutto questo e la stessa tenuta degli impianti. «La pandemia ha portato ad una drastica riduzione delle presenze a cui si aggiungono le limitazioni in fatto di capienza degli impianti fino a poco tempo fa del 70% e ad oggi del 50% – continuano i sindaci – Durante i lunghi mesi di lockdown (oltre 300 giorni di chiusura completa) i gestori delle piscine hanno pagato energia (luce, gas e acqua) senza la possibilità di svolgere attività su impianti di proprietà pubblica. Anche se i consumi sono stati ridotti, i costi fissi hanno inciso pesantemente e le manutenzioni e la conduzione sono state molto onerose, per evitare il deperimento degli impianti. Oggi, a tutto ciò, si aggiunge il caro energia, con aumenti delle utenze elettriche e termiche in percentuali devastanti, dal 70% al 100% di rincari sul costo totale delle bollette, rispetto al periodo pre-pandemico. Le piscine sono impianti energivori per eccellenza – proseguono i sindaci – e questa situazione, se non si interviene immediatamente, porterà al default per la maggior parte delle strutture. Molti impianti, infatti, chiuderanno e le amministrazioni, purtroppo, si troveranno a gestire situazioni complicate. Oltre che il gravissimo danno per la perdita di anni di lavoro, di professionalità, di consolidati servizi di natura sociale e sportiva, si verificheranno ripercussioni pesanti anche sul patrimonio impiantistico pubblico. Una piscina chiusa subisce un deperimento strutturale e tecnologico velocissimo: dopo mesi di chiusura necessita di importanti interventi manutentivi».

Il Piemonte ha un patrimonio impiantistico natatorio il cui valore ammonta ad oltre 150 milioni di euro. Rasero, Migliasso e Nosenzo suggeriscono a Draghi di creare un ammortizzatore del “caro bollette” con un aiuto da parte delle istituzioni, nonché la creazione di un fondo regionale a sostegno dei comuni proprietari di impianti natatori, affinché si possano sostenere le attività senza interruzioni.

Il diffondersi della variante Omicron, che nel Piemonte ha ormai superato il 70% dei casi positivi, rischia di dare l’ultima spallata a una situazione già delicata. L’S.O.S delle piscine è stato anche lanciato dal presidente della Federazione Italiana Nuoto Piemonte e Valle d’Aosta, Gianluca Albonico, insieme ad alcune Federazioni ed Enti.

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