Piera, quell’astigiana che studia i raggi cosmici
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Piera, quell’astigiana che studia i raggi cosmici

Piera Luisa Ghia, astigiana, oggi è direttrice del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi

Si è parlato di raggi cosmici nel corso di una serata organizzata in collaborazione fra il Soroptimist Club di Asti (presieduto da Daniela Timon) e Inner Wheel Club Asti (presieduto da Patrizia Gentile) e svoltasi al ristorante “La grotta”. Ospite d’onore e relatrice è stata la dottoressa Piera Luisa Ghia, astigiana, oggi direttrice del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Parigi. Al termine di una giornata intensa, in cui si sono alternati incontri con gli studenti e con il pubblico, Piera Ghia ha ripercorso la sua storia personale, a partire dagli anni della II B al liceo classico ”Alfieri”, nel 1981, dove una lezione della professoressa Badoglio le aprì nuovi orizzonti culturali, al punto di farle scegliere di iscriversi alla Facoltà di Fisica dell’Università di Torino.

«Mio padre Viviano, che era medico, avrebbe preferito un’altra facoltà – ha raccontato – ma io scelsi Fisica sia perché offriva maggiori prospettive di lavoro, sia perché la lezione della professoressa Badoglio mi aveva fatto intravvedere nuovi orizzonti, aprendomi una finestra affascinante sull’immensità dell’universo. Fu una gran fatica, ma il metodo appreso studiando latino e greco mi aiutò a superare tutti gli ostacoli e ad ottenere una tesi di laurea dal professor Carlo Castagnoli, che mi propose di studiare i raggi cosmici, atomi che hanno perso tutti i loro elettroni, restando dei nuclei». Questi raggi, conosciuti da cento anni, sono ancora di origine misteriosa; piovono sulla terra alla velocità della luce, producendo sciami di particelle che oggi si riescono a rilevare con apparecchiature molto complesse.

Al conseguimento della laurea, nel 1986, Piera Ghia ottenne un dottorato di ricerca all’Università di Genova, quindi vinse un concorso come ricercatrice del CNR. Il passo successivo fu la partecipazione ad un esperimento presso il laboratorio del Gran Sasso, dove rimase dal 1988 al 2000, trasferendovi la famiglia: in quest’anno incontrò Jim Cronin e Alan Watson, due importanti scienziati, impegnati in un importante esperimento sullo studio delle particelle ad alta energia.

Vennero poi la partecipazione all’esperimento ”Kascade-Grande” a Karlsruhe, quindi il trasferimento in Argentina, all’Osservatorio Pierre Auger, grande come la Valle d’Aosta, dove si sta realizzando un esperimento in cui sono impegnati 500 fisici di 16 Paesi diversi, che operano in 70 laboratori. Tornata in Europa, nel 2007 Piera Ghia andò a Parigi, dove ottenne due anni dopo una borsa di studio della Unione Europea: infine, nel 2010, come vincitrice di concorso, divenne direttrice del CNRS.

Renato Romagnoli

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