Pierstefano Berta entra nell’Accademiache si batte contro la flavescenza
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Pierstefano Berta entra nell’Accademia
che si batte contro la flavescenza

Pierstefano Berta, ricercatore e studioso della vite e del vino, è uno dei nuovi membri dell'Accademia di Agricoltura. La nomina è avvenuta lunedì scorso, durante l'inaugurazione del 230.mo

Pierstefano Berta, ricercatore e studioso della vite e del vino, è uno dei nuovi membri dell'Accademia di Agricoltura. La nomina è avvenuta lunedì scorso, durante l'inaugurazione del 230.mo anno della storica istituzione della quale hanno fatto parte grandi nomi dell'agricoltura ed enologia italiana tra i quali Arnaldo Strucchi, il Conte di Cavour e il Generale Staglieno. La cerimonia di apertura si è tenuta a Palazzo Lascaris a Torino, alla presenza del sindaco Piero Fassino. Il presidente dell'Accademia, professor Pietro Piccarolo ha presentato il programma del prossimo anno, ricco di iniziative scientifiche e di divulgazione. In particolare ha messo in evidenza i numerosi progetti collegati ad Expo 2015, le conferenze e gli incontri accademici. La nomina del canellese premia i suoi lavori sulla tecnica enologica, sulla storia e la cultura del vino a coronamento di una lunga attività professionale nel mondo della vite e del vino.

E proprio l'Accademia dell'Agricoltura di Torino è protagonista, in questi giorni, con i suoi studi su una delle più temibili malattie della vite: la flavescenza dorata. Un flagello che, ogni anno, colpisce le vigne senza possibilità di arginarla. La chiave per contrastarla pare averla trovata l'equipe piemontese, coordinata da Giorgio Masoero dell'Accademia di Agricoltura, attraverso un innovativo lavoro di ricerca pubblicato sull'ultimo numero della rivista di enologia OICCE Times. Secondo lo studio la flavescenza dorata pare non amare i vitigni che sono più acidi, e come l'acidità potrebbe rappresentare una strada per contrastarla. «Si tratta del primo studio di questo tipo, che apre nuove prospettive nella lotta alla malattia e sui mezzi di prevenzione, come usare la simbiosi della vite con dei microscopici funghi che hanno il potere di rendere leggermente più acida la linfa della vite» spiega il neo accademico Pierstefano Berta, di Oicce.

«Il lavoro prosegue – spiega Giorgio Masoero – con diverse ricerche a Torino, a Vezzolano e a San Martino di Rosignano. Ci auguriamo di assistere ad un germogliamento delle conoscenze sul pH in-vivo della vite in rapporto all'effettiva percentuale di malattia». Lo studio è stato presentato all'ultimo Vinitaly di Verona, allo stand di Enolitech.

g.v.

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