I dipendenti della Piscina temono licenziamenti
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Piscine: «Il Covid è ancora gestibile, ma il caro bollette rischia di fermare gli impianti»

Parla Luca Albonico, presidente della Federazione Italiana Nuoto del Piemonte e Valle d’Aosta

«Le piscine hanno bisogno di un aiuto immediato che funga da ammortizzatore sul caro bollette e, nel medio periodo, di poter usufruire di strumenti come il Superbonus 110% per poter efficientare i costi energetici a carico dei gestori, ma che copra l’intera struttura, non solamente la zona degli spogliatoi». Così Luca Albonico, presidente della Federazione Italiana Nuoto del Piemonte e Valle d’Aosta e del CSR, Centro Sportivo Roero, che gestisce la piscina comunale di via Gerbi, spiega le priorità per garantire agli impianti di restare aperti e ai gestori di poter superare “la tempesta perfetta”.

«La pandemia da Covid, la chiusura degli impianti per 300 giorni, i costi di adeguamento per implementare le misure sanitarie hanno creato parecchie difficoltà ai gestori delle piscine, ma diciamo che con gli Enti proprietari, in primis i Comuni, eravamo riusciti a trovare un modo per garantire i servizi e far quadrare in qualche modo i conti. Adesso gli aumenti delle bollette, che nel caso del gas sono arrivati anche al 100%, hanno davvero creato la tempesta perfetta rendendo non più sostenibile, in linea generale, il funzionamento degli impianti. Poi dipende dai casi specifici, ma capite che è impensabile ricaricare questi costi sugli abbonamenti, che inciderebbero per un +50%, su un’utenza che si è ridotta dal 30 al 40%». Questa è la fotografia di una situazione diffusa su larga scala, che solo in Piemonte interessa una cinquantina di gestori per circa settanta impianti.

«Le piscine comunali sono un pubblico servizio, come i trasporti e i gestori devono garantirne il funzionamento nonostante tutto quello che sta avvenendo – continua Albonico – Ad Asti la piscina di via Gerbi è aperta con tutte le prescrizioni del caso e con un calo delle utenze in linea con il dato regionale. Stiamo facendo i salti mortali per garantire il servizio anche se i corsi delle scuole sono diminuiti e le presenze nel pomeriggio, con i corsi privati, sono limitate a causa di chi non può frequentare perché positivo o in quarantena. Presenze che dovranno essere recuperate con nuovi costi a carico del gestore. Da considerare, inoltre, che eventuali classi potrebbero venire ai corsi di nuoto, ma solo, dai 12 anni in su, con tutti gli studenti vaccinati o guariti dal Covid come previsto dal Super Green Pass. I non vaccinati non possono entrare e non possono neanche essere lasciati in palestra. Quindi una classe, in presenza di non vaccinati, è di fatto impossibilitata a frequentare la piscina».

Omicron ha nuovamente sconvolto i piani economici dei gestori, ma in realtà il caro bollette è il vero problema nell’immediato e la lettera scritta al Presidente del Consiglio Mario Draghi dai sindaci di Asti, San Damiano e Nizza vuole proprio spronare il Governo a intervenire in fretta. «Ringrazio i sindaci che stanno dando voce a questa situazione – continua il presidente Albonico – e spero, inoltre, che il Superbonus 110% venga rapidamente esteso per efficientare gli impianti natatori perché i gestori potrebbero, al posto dei Comuni, farsi carico dei lavori e ristrutturare le piscine così da rendere i costi più sostenibili anche oltre la pandemia».

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