Pista ciclabile o ancora ferrovia?La soluzione sta nel velorail
Attualità

Pista ciclabile o ancora ferrovia?
La soluzione sta nel velorail

Da qualche giorno si fa un gran parlare di ferrovie dismesse da trasformare in piste ciclabili. E lo si fa sempre contrapponendo le due soluzioni, come se una escludesse l'altra. Così da una

Da qualche giorno si fa un gran parlare di ferrovie dismesse da trasformare in piste ciclabili. E lo si fa sempre contrapponendo le due soluzioni, come se una escludesse l'altra. Così da una parte si schierano coloro che vogliono tappezzare con uno strato di asfalto le linee ferrate per sfruttare i percorsi a scopi turistici attirando amanti della bicicletta e i camminatori; dall'altra coloro che non vogliono arrendersi all'abbandono completo del trasporto su binario e chiedono di mantenere le linee ferroviarie in attesa di tempi migliori in cui riparta la politica (anche ambientale) di un rilancio del treno a dispetto delle automobili.

In mezzo arriva una proposta semplice ma geniale che, se adottata, sarebbe la prima in Italia. A farla sono Roberto Argenta e Davide Bologna, il primo del Canoa Club di Asti e il secondo di Monferrato Outdoor. Accomunati da una straordinaria passione per l'ambiente e sostenitori della fruibilità delle bellezze paesaggistiche, vorrebbero "importare" nell'Astigiano quello che in altre parti d'Europa è una realtà consolidata da tempo: il velorail. Dicesi velorail un quadriciclo a pedali, a due o quattro posti, realizzato per circolare sui binari di ferrovie in disuso. Un'idea che mette insieme le due soluzioni finora contrapposte sulle linee dismesse: le si può percorrere con la speciale bicicletta senza però snaturarne la struttura così da poterne permettere il ritorno alla funzionalità originaria in qualunque momento. «Il velorail è un semplice carrellino a pedali formato da due biciclette teenute insieme da un leggero telaio che, nel mezzo, consente l'installazione di panchette o sedili sui quali possono trovare posto bambini, anziani, persone con disabilità fisiche o, più semplicemente, piccoli bagagli ? spiega Roberto Argenta ? La fruibilità verrebbe organizzata sullo schema del noleggio di biciclette e risciò pensando a "stazioni" di sosta, consegna e presa in carico dei velorail negli stessi caselli ferroviari sulle linee considerate "rami secchi"».

E, visto che per Argenta è importante provare per credere, si è costruito nelle scorse settimane un prototipo di velorail, verificando di persona che lo sforzo per farlo muovere sui binari è minimo, considerando anche che le linee ferroviarie non contemplano mai salite ripide. Sono allo studio la soluzione di aspetti tecnici come l'incrocio, su un unico binario, di due velorail provenienti da direzioni diverse o il cambio di verso di marcia per il quale esistono già dei sistemi di sollevamento con leve che rendono agevole anche queste manovre. «Inizialmente abbiamo pensato di proporre il velorail sulla linea Alba-Castagnole Lanze, visto il grande pregio paesaggistico dei binari che attraversano un territorio vitato e riconosciuto dall'Unesco, ma l'inagibilità della galleria alla Ghersia e qualche resistenza "politica" locale ci ha fatto desistere -? dice ancora Argenta ?- Abbiamo dunque valutato la possibilità di far partire il progetto sulla linea Asti-Chivasso che già presenta numerose attività ricettive ed alberghiere lungo la ferrovia, propone un paesaggio collinare di pregio e non presenta attraversamenti di strade particolarmente pericolosi per i futuri velorailisti». Senza contare che la stazione ferroviaria di Montechiaro è a pochi metri dal 45° Parallelo Nord e questo potrebbe rappresentare una curiosa attrattiva in più.

Il velorail, oltre a far conoscere ampie porzioni di territorio ad un target di appassionati della natura, può rappresentare una buona occasione di ricaduta economica per le attività già presenti sul territorio e creare opportunità di lavoro, non necessita di modifiche alle infrastrutture ed è disattivabile in qualunque momento nel caso in cui venisse deciso di riattivare le linee ferroviarie. Mantenendo alta l'attenzione proprio su questo aspetto del trasporto pubblico. L'ostacolo maggiore, finora, è stato prendere contatti con le Ferrovie per ottenere l'autorizzazione all'utilizzo delle linee dismesse, magari con un contratto di comodato d'uso. «Abbiamo un appuntamento a giorni con un alto dirigente delle Ferrovie del Piemonte -? confida Argenta -? speriamo vada bene. Nel momento in cui le Ferrovie dovessero dirci di sì, noi siamo in grado di partire con il progetto nel giro di qualche settimana». Anche se, finora, ad Argento questa idea è costata una multa da 16 euro. «Ho voluto provare il prototipo di velorail da me costruito su un tratto della ferrovia per Chivasso, in corso Ivrea, ma qualcuno ha segnalato la mia presenza "sospetta" e sono stato multato perchè mi trovavo su proprietà delle Ferrovie senza autorizzazione».

Daniela Peira

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo