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Pista da cross a Castagnole Monferrato: sit-in “contro” alla riunione in cui si prenderà una decisione definitiva

Organizzato dal Comitato che ha raccolto 11 mila firme per fermare il progetto nelle ore in cui si terrà la Conferenza dei servizi in Provincia

Conferenza dei servizi il 4 novembre

Una pratica dal percorso lungo e tortuoso proprio come il tracciato che dovrebbe essere definitivamente approvato dalla conferenza provinciale dei servizi che si riunirà lunedì 4 novembre. Stiamo parlando della tanto attesa, quanto chiacchierata, pista da Motocross da realizzarsi a Castagnole Monferrato al confine con i comuni di Asti, Refrancore, Portacomaro e Scurzolengo. Proprio in vista di questo importante appuntamento che dovrebbe chiudere, in un senso o nell’altro, la questione del crossodromo, il Comitato di Vigilanza sta organizzando un sit-in di protesta per il giorno 4 novembre alle 14,30 davanti al palazzo della Provincia ad Asti.

Le ragioni del Comitato che si oppone

«Proprio mentre nella sala consiliare si terrà la seduta decisoria della Conferenza dei Servizi, convocata per autorizzare la realizzazione del circuito con due piste di motocross, noi faremo sentire la voce della nostra contrarietà a questa iniziativa. Per il piacere di pochi si sacrifica il bene pubblico e la salute di molti», dice Claudio Vella, presidente del comitato che si oppone alla realizzazione del crossodromo.

 

Il sindaco: “Un progetto di sviluppo e riqualificazione”

Di parere opposto il sindaco di Castagnole Monferrato, Francesco Marengo: «Eravamo sicuri della bontà di questo progetto e lo siamo ancora oggi. È un importante piano di sviluppo e di riqualificazione di un’intera area oggi inutilizzata e lasciata abbandonata».

Botta e risposta sul pregio dell’area interessata

Non la pensa così Italo Mussio, ex sindaco di Refrancore, membro del Comitato di Vigilanza Motocross che, negli scorsi giorni, è stato ascoltato dalle Commissioni congiunte Opere Pubbliche e Ambiente della Regione Piemonte. «Se il progetto venisse realizzato – dice Mussio – si andrebbe a deturpare definitivamente la pregevole natura ambientale di flora e fauna del territorio. La realizzazione dell’impianto, invece, servirebbe solamente a implementare i ventinove esistenti a livello regionale di cui diciassette omologati dalla federazione per eventi sportivi». Non accetta questa visione dei fatti il sindaco Marengo: «A certificare che, in quella zona, non sono presenti specie protette, sono gli stessi organismi regionali deputati al controllo. Non ci sono sentieri e percorsi turistici che attraversano quell’area. A brevissimo convocheremo il nostro ufficio tecnico che darà il suo parere di merito in vista della prossima Conferenza dei Servizi. In quell’occasione saranno studiati e vagliati tutti i pareri raccolti dagli Enti interessati al progetto come prevede la legge».

 

Un anno fa raccolte 11 mila firme contro, ma on line

Già nel 2018, fanno sapere dal Comitato, è stata lanciata una petizione, indirizzata all’allora Presidente della Regione, che ha raccolto oltre 11 mila firme contro la realizzazione del Motocross. Anche su questo fatto Marengo tiene, però, a precisare: «Quell’iniziativa è stata realizzata su Facebook. Non è, quindi, attendibile come, invece, potrebbe esserne una, fatta nei modi previsti dalle norme nazionali, tra gli abitanti della zona. Aspetto che mi venga presentata una raccolta firme di questo tipo». Il progetto, nel caso dovesse essere approvato, interesserebbe un’area di circa 40 ettari e prevederebbe una compensazione forestale pari a quasi 200 mila euro.

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