Piste ciclabili al posto dei treni?Idea che piace, ma non a tutti
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Piste ciclabili al posto dei treni?
Idea che piace, ma non a tutti

Fa discutere il progetto di trasformare la strada ferrata in pista ciclabile. Iniziativa proposta tre anni fa da Marco Gabusi, appoggiata da numerosi sindaci di Comuni attraversati dalla (ex) tratta

Fa discutere il progetto di trasformare la strada ferrata in pista ciclabile. Iniziativa proposta tre anni fa da Marco Gabusi, appoggiata da numerosi sindaci di Comuni attraversati dalla (ex) tratta Alessandria-Cavallermaggiore, sposata dall'assessore regionale, oggi europarlamentare, Alberto Cirio e recentemente rilanciata da Antonella Parigi, numero uno del turismo regionale.
Tra tanti entusiasmi si sono levate anche voci dissonanti, sia sui mezzi di informazioni tradizionale sia in rete.

Prese di posizione che hanno convinto l'amministrazione comunale canellese a chiarire la propria posizione. «E' indiscutibile il valore del sistema ferroviario per il trasporto pubblico locale e nessuno, tanto meno noi, lo mette in discussione ?- si legge in un comunicato stampa diffuso dalla segreteria del sindaco -? Dobbiamo, però, prendere atto che la tratta è stata sospesa dalla Regione Piemonte e a quanto ci risulta non vi è nessun programma per ripristinarla, nè nel breve nè nel lungo periodo. La Regione Piemonte deve aver il coraggio di esplicitare con atti formali ciò che filtra nei tavoli di lavoro e cioè che questa tratta non verrà, purtroppo, riaperta. Gli amministratori locali hanno poi la grande responsabilità di decidere se continuare sul binario (morto, secondo noi) del ripristino della rete ferroviaria o percorrerne uno nuovo e concreto, quello del progetto della pista ciclabile».

Politica e realismo, opportunità e scelte strategiche si intrecciano in un botta-e-risposta che rimbalza da Torino alla provincia. Ma il pragmatismo, secondo l'amministrazione canellese, deve avere il sopravvento. Soprattutto quando assenza di manutenzione e il tempo fanno sentire i propri effetti. «Dobbiamo anche tener conto che, mentre aspettiamo di decidere, le nostre massicciate e le stazioni si degradano e rischiano di essere abbandonate al proprio destino -? commenta Gabusi ?- Pochi mesi or sono, in un convegno organizzato da Astesana, un numero consistente di albergatori, ristoratori e aziende vinicole ha espresso il pieno sostegno a questa ipotesi. Vi sono studi che dimostrano quali possano essere le ricadute positive in termini economici per il nostro territorio e di cui dobbiamo tener conto. Aggiungiamo inoltre che la possibilità di collegare i nostri Comuni da una pista ciclo-pedonale non deve essere pensato esclusivamente in ottica turistica, ma anche quale infrastruttura che favorisce la mobilità sostenibile e la pratica sportiva».

La scelta, secondo gli amministratori canellesi, adesso è della Regione Piemonte. «Chiediamo -? dicono da palazzo Anfossi – considerato che tale posizione è condivisa da altre amministrazioni locali e da molte persone di questo territorio, che la Regione Piemonte si esprima una volta per tutte sulla volontà di riaprire o meno la rete ferroviaria. Contestualmente, però, invitiamo tutti i cittadini dei comuni interessati dal progetto, favorevoli alla pista ciclo-pedonale, a manifestare la propria idea nelle forme che ritengono utili anche valutando la creazione di un comitato che possa affiancare gli enti locali nel sostenere l'iniziativa».

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