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Anna Bosia: navette gratis non per tutti
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«Più ztl e piste ciclabili, meno auto»
Anna Bosia: navette gratis non per tutti

Secondo l'esponente di Uniti per Asti, il piano del traffico del Comune di Asti sarebbe da rivedere profondamente. In un dibattito organizzato dal gruppo di maggioranza, sono emerse alcune proposte che faranno discutere: come quella relativa alle navette elettriche, oggi gratuite per tutti

Attuare una profonda revisione del Piano urbano del traffico, estendere l’isola pedonale rivedendo i progetti sulla mobilità sostenibile, diminuire il traffico “parassitario”, aumentare l’estensione delle piste ciclabili e realizzare, finalmente, i tanto attesi parcheggi scambiatori in periferia. Sono questi i temi principali sui quali si è discusso nel recente convegno “La mia città senza auto – Muoversi nella direzione giusta” organizzato dal gruppo consiliare Uniti per Asti. Tra i vari problemi che la città dovrà affrontare nei prossimi mesi c’è anche quello sulla Ztl che, in effetti, subirà dei cambiamenti già nel breve termine. E’ vero che piazza Statuto diventerà pedonale collegandosi con la vicina piazza San Secondo ma, secondo il consigliere comunale Anna Bosia, c’è ancora molto da fare.

«Siamo tra gli ultimi posti per quanto riguarda l’estensione dell’isola pedonale rispetto ad altre città di uguale grandezza – commenta – Infatti ci fermiano a 0,06 mq/abitante mentre la media è di 0,30 mq/ab ma anche le piste ciclabili sono poche rispetto alle necessità degli astigiani e mancano i parcheggi scambiatori nelle periferie che dovrebbero essere perfettamente collegati al centro con i bus, al massimo ogni 15 minuti. Stiamo parlando di interventi non costosissimi ma molto importanti per migliorare e alleggerire il traffico urbano». L’incontro organizzato da Uniti per Asti è stato un momento di confronto con i cittadini che, secondo Anna Bosia, dovrebbero essere sempre più coinvolti nella progettazione della città del futuro.

Gli spunti emersi durante il dibattito confluiranno in un ordine del giorno che il gruppo presenterà presto in Consiglio comunale al fine di attuare «una rivoluzione» volta a migliorare la qualità della vita degli astigiani. Nel dibattito sono stati toccati problemi che nessuno è mai riuscito a risolvere fino a oggi. Una delle proposte, infatti, riguarda l’idea di creare intorno alle scuole delle aree «in cui non sia possibile accedere con automobili negli orari di ingresso e uscita degli studenti» e l’implemento dei servizi pedibus. Molte le perplessità sollevate dalla Bosia sull’attuale impostazione del bike sharing (che è stato sospeso in questi giorni con il ritorno dell’autunno).

«Come progettato adesso non funziona – commenta Bosia – perché ci sono poche postazioni dove poter prendere le bici, molte di queste vengono danneggiate o rubate e i costi sono comunque alti». Anche il servizio delle navette, secondo Uniti per Asti, è da rivedere, almeno sulla gratuità per tutti rispetto agli altri mezzi della rete urbana. «Innanzitutto bisognerebbe estendere il percorso nella zona ovest, in corso Torino, e nella zona est, in corso Alessandria, ma c’è anche il fatto che sono gratuite e che costano veramente tanto al Comune. Un’idea sul quale confrontarsi è quella di renderle a pagamento in base alle fasce di reddito, magari tenendo conto del modello Isee dei cittadini».

Tutte proposte sulle quali il dibattito è ancora aperto. Una cosa è certa, le modifiche al Piano del traffico sono da sempre la bestia nera degli amministratori astigiani. Si dice che l’allora sindaco Luigi Florio (1998-2002) non venne riconfermato dagli elettori perché lo “punirono” per le modifiche, criticatissime, che fece alla viabilità (in particolare nella zona tra via De Gasperi e via Testa). D’altro canto si ritiene che Vittorio Voglino (2002-2007) perse contro Giorgio Galvagno soprattutto a causa delle telecamere Ztl che l’allora assessore alla Viabilità, Fabrizio Brignolo, collocò nei principali varchi d’accesso al centro storico. Si capisce, quindi, che rivedere tutto il Piano del traffico sia un affare delicato perché gli astigiani si sono dimostrati molto sensibili a certe rivoluzioni, soprattutto se non condivise adeguatamente in tempo.

Riccardo Santagati
Twitter: @riccardosantaga

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