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Polo logistico a San Paolo Solbrito: il sindaco di Dusino in Regione con lista di siti alternativi

Dalla ex Embraco ad altre aree del Villanovese già attrezzate pur di non sottrarre alla coltivazione altro suolo fertile

Annunciato al consiglio comunale all’aperto

Un consiglio comunale decisamente insolito quello che si è tenuto a Dusino San Michele sabato mattina. Non si poteva fare al chiuso ma il sindaco preferiva comunque farlo in presenza. Così, per garantire la sicurezza, è stata usata la outdoor romm Amici di Rino, ideata come aula di scuola all’aperto.
Non poteva mancare, all’ordine del giorno, la questione che ha suscitato molto scalpore nelle ultime settimane, ovvero l’ipotesi di un polo logistico di 130 mila metri quadri nella vicina San Paolo Solbrito, sul confine con Dusino.
Come noto è stato il sindaco di San Paolo a caldeggiare questo grande progetto mentre i proprietari dei terreni, tutti dusinesi, hanno già dichiarato di non voler vendere.
Il vicepresidente della Regione Fabio Carosso, tirato in ballo su questa vicenda dal consigliere di minoranza Daniele Valle che ha presentato un’interrogazione dopo aver verificato che girava un progetto di massima con il logo della Regione sopra, ha già risposto che un progetto di queste proporzioni necessita di ponderate valutazioni, spegnendo un po’ gli entusiasmi dei promotori.
Per avere ulteriore conferma della posizione prudente della Regione, il sindaco di Dusino Valter Malino ha annunciato in consiglio di voler chiedere, già in questi giorni, un appuntamento con Carosso.
Appuntamento al quale andrà munito di un elenco di aree alternative, della stessa superficie ricercata dalla grande multinazionale di cibo surgelato che vuole insediarsi in zona per un capannone di smistamento e logistica delle proprie forniture.
E’ il frutto di una ricerca sul territorio fatta in collaborazione con uno studio tecnico con sede a Dusino i cui professionisti sono anche proprietari dei terreni sui quali hanno messo gli occhi i promotori del progetto.
«Dati e cartine alla mano – spiega il sindaco Malino – vogliamo dimostrare che ci sono molte aree già convertite a destinazione industriale e già “urbanizzate” per tale scopo senza andare a consumare terreno agricolo coltivato.
C’è tutta la zona dell’ex Embraco disponibile e vuota, ad esempio, oppure un’altra vasta area nel comune di Villanova accanto alla Bcube dotata anche di scalo ferroviario collegato alla rete».

Nascerà un Comitato di Difesa dei Terreni della Piana

E di tutela del suolo si è parlato anche in merito alla costituzione di un Comitato di Difesa dei Terreni della Piana.
Un’idea raccolta dal sindaco Malino su sollecitazione di diversi agricoltori che sentono sempre più minacciate le estese e fertili superfici sulle quali lavorano e fondano le loro aziende.
I principali detrattori del progetto, infatti, sono proprio i proprietari della vasta area sul confine fra i due comuni. Terra coltivata prevalentemente a grano e mais della quale le aziende agricole non possono fare a meno per la scarsità di altri terreni disponibili, con uguali caratteristiche, sul resto della Piana.

Daniela Peira