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Profughi impiegati nella manutenzione della città
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Profughi impiegati nella manutenzione della città

Da ottobre, dieci profughi lavoreranno al servizio della città come operai alle manutenzioni dei lavori pubblici, senza oneri per il Comune. L’iniziativa, annunciata ieri mattina, lunedì, durante

Da ottobre, dieci profughi lavoreranno al servizio della città come operai alle manutenzioni dei lavori pubblici, senza oneri per il Comune. L’iniziativa, annunciata ieri mattina, lunedì, durante una conferenza stampa in Municipio, è organizzata nell’ambito del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, in scadenza a dicembre del 2016), che vede appunto 39 rifugiati, in attesa di asilo politico, inseriti nella nostra città. Previo un corso formativo sulla sicurezza al lavoro e di pronto soccorso, i dieci profughi, provenienti da Guinea, Senegal, Gambia, Nigeria e Mali, faranno parte delle squadre che operano nell’ambito dei Lavori pubblici,a ndando ad affiancare gli operai locali. Per una durata di tre mesi, eventualmente rinnovabili, beneficeranno di una borsa lavoro pari a 400 euro per 20 ore settimanali.

“I fondi in questione – annotano il sindaco Fabrizio Brignolo e l’assessore alle Politiche sociali Piero Vercelli – non sono sottratti ai Servizi sociali del territorio, ma provengono da fondi europei, dati al Ministero dell’Interno, che a sua volta li distribuisce a cascata a livello nazionale, proprio per favorire l’inserimento e il raggiungimento dell’autonomia di queste persone.” Nello specifico, i profughi, alcuni dei quali hanno già avuto in passato esperienze nel settore dei Lavori pubblici, saranno chiamati a svolgere alcuni interventi di manutenzione, che il Comune ultimamente fa difficoltà ad attuare, utilizzando utensili a mano. Tanto per fare qualche esempio, la sistemazione delle giostrine rotte per i bambini, della segnaletica stradale verticale, delle panchine guaste, delle piccole buche nell’asfalto sul manto stradale e dei cubetti di porfido.

Via via, si potrà anche pensare a lavori di maggior dettaglio, come gli interventi sulle aree verdi urbane. “Che ci sia la necessità – ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici Alberto Bianchino – di avere e formare qualche operatore in più credo sia evidente.” Mutuata sull’esempio del Comune di Settime, l’iniziativa intende avere una duplice valenza: da un lato, consentire ai profughi di avvicinarsi al mondo del lavoro, cercando di aiutare chi è in difficoltà, e dall’altro determinare una sorta utilità per la comunità.

“E’ un bel modo – aggiunge Vercelli – differente rispetto al passato, di fare accoglienza a persone che scappano dalla guerra. Nello stesso tempo, riusciamo a fare più felici gli astigiani, dal punto di vista del decoro e della manutenzione della città. Anche culturalmente, stiamo uscendo dal concetto di assistenzialismo, rendendo le persone interessate sempre più attori, anziché spettatori, e dimostrando che gli immigrati possono costituire anche una risorsa per la nostra città. E’ insomma – conclude Brignolo – un uso oculato delle risorse statali, destinate a tale fine, non solo per l’immediata sopravvivenza dei profughi, nell’ottica di un’operazione migliore e più articolata, così da consentire loro un’esperienza di lavoro presso il nostro Comune, utile alla cittadinanza.”

Manuela Zoccola

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