"Pronte a spiegare tutto al giudice". Valle e Quaglia su "Rimborsopoli" in Regione
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"Pronte a spiegare tutto al giudice". Valle e Quaglia su "Rimborsopoli" in Regione

“Rimborsopoli”. Richiesto il rinvio a giudizio per Roberto Cota e 39 consiglieri regionali, tra cui le astigiane Giovanna Quaglia (Lega Nord) e Rosanna Valle (Progetta’Azione). L’inchiesta sui

“Rimborsopoli”. Richiesto il rinvio a giudizio per Roberto Cota e 39 consiglieri regionali, tra cui le astigiane Giovanna Quaglia (Lega Nord) e Rosanna Valle (Progetta’Azione). L’inchiesta sui rimborsi spese sostenuti con i fondi dei gruppi consiliari regionali è iniziata nel 2012 e ha coinvolto 56 consiglieri per le ipotesi di peculato, truffa e finanziamento illecito ai partiti.

In un comunicato stampa Giovanna Quaglia, rivendica la correttezza del suo operato e l’onestà delle sue intenzioni, sottolineando che mai abusò di un solo euro del denaro del gruppo commentando così la notizia di rinvio a giudizio richiesto dai Pubblico Ministero: «Abbiamo preso atto delle richieste di rinvio a giudizio presentate dai Pubblici Ministeri che hanno indagato sui rimborsi dei gruppi regionali. La cosa non solo non ci sorprende ma era ampiamente attesa. A questo punto, attendiamo la designazione del Giudice che dovrà decidere sulla posizione dei consiglieri della Lega Nord per sottoporre a lui, nelle sedi opportune, le articolate difese già in mano ai nostri legali, che giustificano la piena legalità del nostro agire».

Giovanna Quaglia aggiunge: «La mia vicenda ha una connotazione particolare, poiché, nella carica di assessore esterno, mi viene contestata l’attività politica che ho svolto in seno al gruppo della Lega Nord in qualità di rappresentante politico della Provincia di Asti, e le relative spese che il Gruppo aveva autorizzato in osservanza delle leggi e dei regolamenti contabili sulle spese ammissibili.»

Abbiamo raggiunto Rosanna Valle al telefono che ha dichiarato: “Non ho mai speso nemmeno un centesimo del gruppo per spese di natura personale, ho applicato una legge in vigore dal ’72. Non mi sono inventata nulla e ho rispettato quanto previsto nel documento che regolamentava le categorie delle spese ammissibili. Lascio ai magistrati il compito di giudicare, è il loro mestiere. Quando mi interrogheranno, darò loro tutte le spiegazioni.”

Alessia Conti

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