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Provincia di Asti: le consigliere Ragusa e Varca restituiscono le deleghe al presidente

Lo strappo è compiuto, ma non lasciano l’Ente – Lanfranco replica alle accuse anche se non si dice affatto preoccupato

«Dopo attenta e ponderata valutazione riteniamo doveroso rimettere le deleghe in capo al presidente della Provincia Paolo Lanfranco, per dovere istituzionale considerate alcune sue recenti prese di posizione. Sono mesi, infatti, che non vengono condivise le scelte fatte dal presidente, di cui peraltro di alcune non se ne capisce neanche la ratio».

È così che le consigliere provinciali Francesca Ragusa e Francesca Varca hanno motivato, in una nota stampa, la decisione di rimettere le deleghe, “simboliche” perché non assessorili, che avevano accettato una volta elette in Consiglio provinciale.

È l’ultimo di una serie di atti politici che evidenziano una conclamata spaccatura di vedute e una crescente tensione tra la consigliera Ragusa, eletta in Comune nella Lista Rasero Sindaco, ex vicepresidente della Provincia e di recente entrata nel CDA di Astiss e il presidente Lanfranco. Una nomina, quella di Ragusa ad Astiss, che è stata decisa contro la volontà del presidente della Provincia e che ha determinato proprio la revoca del suo incarico da vicepresidente. Varca, a sua volta consigliera comunale del Movimento Civico Astigiano, era stata invece protagonista, insieme a Ragusa, della vivace querelle sul progetto del giardino verticale al palazzo della Provincia che le due consigliere avevano presentato a Lanfranco, ma solo dopo aver lanciato la proposta insieme al sindaco Rasero.

Quella vicenda, che fu vista da Lanfranco come un’invasione di campo del primo cittadino di Asti riaspetto a una questione interna all’Ente provinciale, fu solo l’inizio di una situazione conflittuale di cui si sono visti gli ultimi scontri pochi giorni fa quando Rasero ha accusato la Provincia, quindi Lanfranco, di non essersi attivata nella partita sul ridimensionamento scolastico territoriale.

Prima ancora c’è stato il caso della nomina di Marco Lovisolo a vicepresidente della Provincia proprio al posto di Francesca Ragusa. Nomina a tempo determinato dal momento che, lunedì 4 ottobre, Lovisolo decadrà dall’incarico quando cesserà di essere assessore comunale a Nizza Monferrato.

«Pur volendo trascurare l’incongruenza della nomina a vicepresidente di un collega che a breve lascerà l’Ente per causa elettorale, – aggiungono Ragusa e Varca citando proprio il “caso Lovisolo” come ulteriore prova d’accusa contro Lanfranco – non si può ulteriormente sorvolare sulla mera formalità delle deleghe che i consiglieri ricoprono. Raramente informati e consultati, pur anche per le proprie competenze, riteniamo che il lavoro svolto non venga riconosciuto e tantomeno valorizzato. Ricordiamo ancora, per quanti fossero scevri dalle politiche di palazzo, che nonostante fossero stati presi accordi per garantire giusti equilibri, non solo di partito e di rappresentanza, ma anche di genere, questi siano stati più volte disattesi facendo perdere all’Istituzione Provincia una bella occasione sia di garanzia che di rispetto del lavoro altrui».

Ma le accuse contro Lanfranco non si fermano qui: «Sottolineiamo come il presidente sia il primo a mettere in pratica quel modus operandi da lui tanto inviso, ovvero il dover leggere dai giornali o comunicati notizie non riferitegli nei giusti tempi e modi, poiché, se non si richiedono informazioni in merito alle scelte fatte, spesso non se ne conoscono risvolti politici, istituzionali e men che meno pratici».

A fronte di accuse così pesanti ci si aspetterebbe che Ragusa e Varca abbandonassero il Consiglio provinciale, ma così non è stato. Resteranno consigliere, senza deleghe, nell’unica lista bipartisan che venne eletta a suo tempo e che resterà in carica fino al 18 dicembre quando si svolgeranno le nuove elezioni di 2° livello. Faranno un’opposizione nella maggioranza? No, da quanto sarebbe emerso nel breve discorso che le due elette avrebbero fatto nell’ultima seduta del Consiglio per motivare la decisione di rimettere le deleghe. Resteranno al loro posto e continueranno a lavorare per la Provincia fino al termine del mandato.

Dal punto di vista politico, però, la scelta di Ragusa e Varca può essere letta in tanti modi e c’è chi sarebbe pronto a sostenere che le “dimissioni” potrebbero essere un chiaro segnale lanciato da Rasero non tanto a Lanfranco, quanto alla Lega in vista della campagna elettorale delle amministrative del 2022. Che i rapporti del sindaco di Asti con la Lega non siano idilliaci è noto; che abbia usato il caso Ragusa/Varca per destabilizzare Lanfranco rispetto al Carroccio piemontese, può essere. Ma il braccio di ferro tra i due va oltre le singole scaramucce che li vedono litigare, a distanza, ogni pochi giorni.

Lanfranco replica di aver appreso certe notizie dal comunicato stampa diffuso dalle due consigliere «nel quale sono stati usati toni molto diversi rispetto a quelli adoperati per spiegare in Consiglio le motivazioni del loro gesto». Ma la loro scelta non farebbe poi molta differenza per il presidente della Provincia, né dà l’impressione che la rinuncia alle deleghe rappresenti in qualche modo un problema di natura operativa.

«È chiaro che il conflitto si è accentuato dopo che ho denunciato situazioni e modi di agire contrari alla correttezza che dovrebbe sempre esserci tra le istituzioni. Il “movente” – continua Lanfranco – penso vada cercato da mie prese di posizione che evidentemente non sono piaciute al sindaco Rasero, ma tengo a precisare che i motivi di contrasto, diventati pubblici, non sono mai nati a causa mia. Sono invece nati da mie reazioni, a tutela della dignità dell’istituzione politica che rappresento, a causa di ingerenze del sindaco Rasero».

Ma c’è un altro aspetto da tenere in considerazione. Con Lovisolo fuori dai giochi, a causa dell’imminente decadenza e la scelta di Ragusa e Varca di rimettere le deleghe, chi sarà promosso a vicepresidente della Provincia?

Esattamente come nei celebri dieci piccoli indiani di Agatha Christie il cerchio si stringe intorno ai restanti sette papabili tra i quali Lanfranco dovrà scegliere il suo nuovo vice.

Voci di palazzo, che di solito hanno sempre un fondamento di verità, indicherebbero nel vicesindaco di Moncalvo Andrea Giroldo (Fratelli d’Italia) il più gettonato per la carica. Lanfranco non hai mai nascosto la stima per Giroldo e per il lavoro svolto nel corso del mandato. Se così fosse, si aprirebbe la questione della rappresentatività del territorio provinciale in seno al Consiglio dell’Ente perché Lanfranco, sindaco di Valfenera e in carica fino al prossimo anno, è un rappresentate del nord Astigiano. Anche Giroldo, per questioni di mappatura del territorio, è visto come un rappresentante del nord Astigiano mentre Lovisolo, di Nizza, rappresenta il sud della provincia.

«Del nuovo vicepresidente – risponde Lanfranco – si inizia a discutere dopo il 5 ottobre, quando Lovisolo non sarà più in carica. Nella scelta terrò conto anche di questo aspetto che riguarda la rappresentanza del territorio. Ma ora mi sembra prematuro parlarne».

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