Provincia, tagli su cellulari e riscaldamento
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Provincia, tagli su cellulari e riscaldamento

Sta investendo qualsiasi settore la revisione della spesa adottata dalla Provincia per far fronte ai pesanti tagli di risorse. E a volte fa discutere. E’ il caso della vicenda che sta animando il

Sta investendo qualsiasi settore la revisione della spesa adottata dalla Provincia per far fronte ai pesanti tagli di risorse. E a volte fa discutere. E’ il caso della vicenda che sta animando il dibattito in questi giorni, dopo che ai sindacati sono pervenute segnalazioni «su una proposta dell’Amministrazione che consentirebbe la riduzione della spesa annua sulla telefonia ponendo in capo ai dipendenti le utenze dei cellulari», come sottolineato da Cgil e Uil. Una proposta abbinata alla riduzione delle fotocopiatrici in uso negli uffici dell’Ente in piazza Alfieri, peraltro apprezzata dagli stessi sindacati. Oggetto della polemica, quindi, il primo punto. «Secondo il progetto dell’Amministrazione – spiega Gianmario Badino (Cisl Fp) – tutte le utenze di telefonia mobile verrebbero messe in capo ai dipendenti. I lavoratori che, per la loro mansione, devono garantire la reperibilità in mobilità sarebbero così obbligati ad avere un’utenza a loro intestata per esigenze di servizio, ricevendo peraltro un rimborso forfettario mensile in busta paga di 6 euro, senza null’altro pretendere dall’Amministrazione, con spese di eventuale sostituzione e manutenzione a loro carico».

Badino quindi spiega la posizione del sindacato su questi provvedimenti. «Sulla razionalizzazione delle fotocopiatrici nulla da dire – dichiara – mentre non siamo d’accordo sul secondo punto. Capiamo che l’Amministrazione debba risparmiare, e che si trovi in una situazione veramente difficile a causa della riduzione di fondi, nonostante sia stata sempre un’Amministrazione virtuosa. Ma, pur in tale contesto, non si possono effettuare “tagli” che si ripercuotono sui dipendenti, che, in taluni casi, si troverebbero a prestare il telefonino loro intestato ai subalterni, diventandone i responsabili». Alla riorganizzazione si sono opposti anche la Fp Cgil e la Uil Fpl, che hanno scritto al segretario generale dell’Ente, Livia Scuncio, affermando che «la disposizione è da ritenersi illegittima ed economicamente penalizzante per i dipendenti», chiedendone al contempo «il ritiro immediato». Per poi sollecitare l’Amministrazione a risparmiare «scegliendo un gestore che applichi le migliori condizioni economiche» e ad avviare un «contenzioso tributario con l’Erario per la tassa di concessione governativa sulle utenze telefoniche (che la Provincia versa in quanto Ente pubblico) e per il riconoscimento dell’esenzione», perché, come ricorda Serena Moriondo, segretario provinciale Fp Cgil, «ci risulta che la Regione Veneto l’abbia ottenuta».

Interpellato sull’argomento, così replica il segretario generale: «Non devo ritirare alcun provvedimento – risponde – in quanto l’Ente non ha disposto nulla in tal senso: quello cui fanno riferimento i sindacati è solo un primo scambio di mail tra dirigenti sul tema. A tal riguardo voglio rassicurare tutti che non saranno mai intestate le utenze telefoniche ai dipendenti né saranno loro addossate le spese di telefonia. L’intenzione è solo quella di razionalizzare il numero di cellulari in dotazione e verificare i contratti in essere, dato che ce ne sono di diversi tipi. In questo modo, diminuendo il numero dei telefonini, si arriverebbe a ridurre anche l’ammontare totale della tassa di concessione governativa sulle utenze telefoniche. E a questo proposito ricordo che la Provincia aveva già provveduto l’anno scorso a chiederne il rimborso all’Agenzia delle Entrate, in quanto sembrava che le Pubbliche amministrazioni non dovessero pagarla, ma questa richiesta è stata negata in quanto il Tar del Lazio ha stabilito che, ad essere esonerate, sono solo le Pubbliche Amministrazioni centrali, non gli Enti locali».

Il segretario non nasconde quindi la difficoltà a gestire l’Amministrazione con un bilancio 2013 che pareggia su 77,6 milioni, a fronte di un bilancio 2012 che pareggiava su 101 milioni, dato che i trasferimenti da Stato e Regione – che costuiscono il 48% delle entrate – sono diminuiti pesantemente. «Dobbiamo pensare a ridurre tutto – afferma – prendendo in esame anche le spese da mille euro». Ecco che, quindi, con l’avvio dell’anno scolastico è stato rinnovato – e potenziato – l’invito a collaborare ai dirigenti scolastici delle scuole superiori dell’Astigiano, di competenza dell’Ente. Collaborazione volta a razionalizzare le spese di riscaldamento degli edifici tra il 15 ottobre 2013 e il 15 aprile 2014. L’invito è partito dal Commissario straordinario Alberto Ardia congiuntamente con il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale, Alessandro Militerno, e prevede alcune linee guida, «su cui si sono trovati accordi o compromessi in caso di esigenze particolari delle scuole o di attività inderogabili, come, ad esempio, i corsi serali per adulti», precisa il segretario.

Eccole: la temperatura confort è mantenuta dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 14.30 e il sabato dalle 7.30 alle 13.30; su indicazione dei dirigenti scolastici è garantita, per un giorno a settimana, la temperatura confort fino alle 17.30 per lo svolgimento dell’attività complementare; per due giorni a settimana, fino alle 16.30, è garantita nelle palestre per lo svolgimento dell’attività fisica. Nessun obbligo, quindi, a concentrare le lezioni dal lunedì al venerdì, come invece successo in altre province. «Abbiamo continuato con la razionalizzazione dei costi del riscaldamento negli edifici scolastici avviata nel 2012 – conclude Livia Scuncio – che quest’anno si è rafforzata in seguito alla stipula di un nuovo contratto a cura del Consip (società del Ministero dell’Economia, ndr), che prevede l’accensione del riscaldamento ad ore, consentendo quindi nuovi risparmi». «Comunque – conclude – la riduzione del costo del riscaldamento coinvolge tutti gli edifici di competenza dell’Amministrazione provinciale e, dal 2009 (anno di inizio della riduzione di questa voce di bilancio) ad oggi ha portato un risparmio totale di circa 200 mila euro».

e.f.

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